Da Balduzzi a Bombassei, ecco la lista Monti alla Camera

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"Scelta civica" si federerà con Udc e Fli: il ministro capolista in Piemonte, l'imprenditore in Veneto e Lombardia. Presenti anche lo scrittore Nesi e l'olimpionica Vezzali. Vincolo dei 3 mandati,fedina penale immacolata, nessun conflitto di interessi

Mario Monti presenta la sua lista alla Camera, la 'Scelta Civica' che si federa con Udc e Fli, ma prende ancora tempo per la lista unica 'Con Monti per l'Italia' al Senato, nonostante da giorni sia stata annunciata come "pronta".
La formazione della squadra del professore a Palazzo Madama è stata accompagnata da travagli e tensioni, anche nelle ultime ore. Lo staff del professore fa sapere che "il Senato lo cura l'Udc", ma il partito di Casini spiega che le cose non stanno così, e che allo scudo crociato è stato chiesto una sorta di 'soccorso rosso' per riempire sulle liste i dati dei candidati che i montiani non riescono a fornire.

I vincoli da rispettare per i candidati - Dal cilindro di Monti esce un ragguardevole mix di associazionismo, mondo accademico, imprenditoriale, intellettuale, esponenti del mondo cattolico e della società civile. Tutti nomi passati al vaglio di Enrico Bondi e rispondenti ai criteri indicati dal professore: vincolo dei 3 mandati (salvo le eccezioni ammesse),fedina penale immacolata, nessun conflitto di interessi, pieno rispetto del codice antimafia.
Criteri ai quali si aggiunge per Scelta Civica l'impegno a non cambiare gruppo per la prossima legislatura e a far parte del gruppo unico costituito alla Camera e al Senato. Malumori e tensioni tra gli esclusi e tra le stesse componenti montiane non sono mancati, e la raccolta delle firme, è a rischio in alcune regioni per la minaccia di dimissioni dei direttivi tanto dei partiti che della montezemoliana Italia Futura.

Lombardia e Toscana, ci sono Bombassei e Nesi - Intanto Monti scopre le carte a Montecitorio, dove corre nella sua lista esclusivamente la società civile. In Lombardia1 alla Camera la presidente Fai Ilaria Borlotti Buitoni ed il magistrato Stefano D'Ambruoso, seguiti dal montezemoliano Simone Perillo, al numero 7; in Lombardia2 l'imprenditore Alberto Bombassei e Gregorio Gitti.
In Emilia Romagna capolista Irene Tinagli, al quarto posto Lelio Alfonso, portavoce di Italia Futura. In Veneto c'è ancora Bombassei, prima di Enrico Zanett, esperto fisico. Per il Piemonte corrono il ministro Balduzzi e Rabino, mentre in Piemonte1 Vitelli ed il presidente dei direttori Asl Giovanni Monchiero.
In Puglia capolista alla Camera è Salvatyopre Matarrese, in Trentino Lorenzo Dellai, fondatore di Verso la Terza repubblica ed ex presidente della provincia di Trento. In Toscana1 si schierano il direttore di Italia Futura Andrea Romano e lo scrittore Edoardo Nesi, in Sardegna Pierpaolo Vargiu e Giorgio La Spisa, mentre i Calabria Quintieri, Girasole e Lentino.

Vezzali nelle Marche, in Sicilia Andrea Vecchio - Valentina Vezzali nelle Marche, mentre nel Lazio1 vanno il portavoce di Sant'Egidio Marazziti, il generale Domenico Rossi e Carlo Calenda di Italia Futura, nel Lazio2 Federico Fantilli e in Molise Michele Scassera.
Capolista in Campania Antimo Cesaro, in Sicilia 1 Gea Schirò ed in Sicilia 2 Andrea Vecchio.

Liste al Senato ancora da chiduere - Ma la partita chiave si gioca tuttavia al Senato e nelle regioni strategiche le scelte di Monti rispondono a criteri ben precisi: in Lombardia a testa di lista il 'tridente' Albertini-Ichino-Mauro (seguiti dal finiano Della Vedova, molto amato dal professore): un buon piazzamento garantisce un ruolo decisivo a Palazzo Madama e negli equilibri della prossima legislatura, come si è reso evidente dai malumori e dai sospetti nel Pd all'annuncio dei possibili candidati montiani.
Dopo l'endorsement della Chiesa - che ha accompagnato la salita in politica di Monti con espliciti pronunciamenti dei Cardinali Bagnasco e Bertone ed editoriali di encomio dell'Osservatore Romano e di Avvenire - il professore schiera una robusta squadra cattolica, aiutato nella scelta dal ministro Andrea Riccardi.
In Piemonte corre Andrea Olivero, ex presidente Acli. In Veneto capolista e' il demografo Dalla Zuanna, uomo di Sant'Egidio. Si schiera anche il professor Lucio Romano, presidente di 'Scienza e Vita'; il professor Gianluigi Gigli, coordinatore del gruppo sugli Stati vegetativi e in prima linea nella battaglia pro-vita nel caso Englaro; Mario Sberna, presidente delle Associazioni Famiglie numerose).

Quasi nessun ex Pdl, spazio agli ex Pd - Non trovano posto nelle liste montiane coloro che hanno abbandonato per tempo il Pdl e Silvio Berlusconi: Franco Frattini smentisce in modo assoluto di aver rifiutato un seggio in Umbria per il Senato, ma non sono in lista Bertolini, Pisanu, Stacquadanio, Antonione, mentre Cazzola deve accontentarsi di un terzo posto al Senato il Emilia Romagna (dopo il presidente di Confcooperative Luigi Marino, l'Udc Mauro Libe') ed il montezemoliano Fabio Gava di un terzo posto in Veneto.
Spazio invece agli ex Pd: in Friuli capolista al Senato è Alessandro Maran (che nel suo partito aveva superato il limite delle tre legislature e avrebbe dovuto chiedere deroga) e Pietro Ichino (che ottiene un posto da capolista in Toscana per il Senato). Capolista nelle Marche l'imprenditrice ex Pd Maria Paola Merloni. Ben rappresentati i 'renziani', con il presidente di Gay.it De Giorgi e Giuliano Gasparotti, di Officine democratiche. In Puglia per il Senato dovrebbe correre l'imprenditore di Montezemolo Todaro, mentre in Lazio Pier Ferdinando Casini, la finiana Bongiorno, il ministro Moavero ed il braccio destro del leader Udc Roberto Rao.

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