Elezioni, Grillo: "Se resta lista civetta non partecipiamo"

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Dopo il deposito in Viminale di un simbolo simile a quello del Movimento 5 stelle, il comico genovese annuncia battaglia: "Abbiamo fatto ricorso, martedì la risposta. Questa è l'Italia che non ci appartiene, che bisogna cambiare dalle fondamenta"

"In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo". A lanciare l'altolà è Beppe Grillo in un  post sul suo blog che ripercorre la vicenda del deposito dei loghi simili a quello Movimento 5 stelle registrati al ministero. "Abbiamo fatto ricorso. Dovremo aspettare martedì pomeriggio  per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni" e "se non ci lasceranno partecipare si prenderanno la responsabilità della  delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze", si legge nel post. Grillo conclude poi: "Se non ci lasceranno partecipare si prenderanno la responsabilità della delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze."

Bruciati sul tempo - Venerdì 11 febbraio si è aperta al Viminale la consegna per i simboli elettorali in vista delle elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio. In fila per il deposito anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, della lista Rivoluzione Civica di Antonio Ingroia e della lista civica di Monti, nessuna delle tre già presente in Parlamento e dunque obbligate alla presentazione del simbolo. Tutti e tre sono stati bruciati sul tempo e tre liste con i contrassegni quasi uguali sono stati depositati prima di loro. Sul tema deciderà il Ministero dell'Interno, le cui decisioni potranno essere impugnate davanti all'Ufficio Centrale Nazionale presso la Corte di Cassazione.  La materia è regolata dal testo unico delle leggi sulle elezioni, che prevede obblighi e divieti riguardo al deposito dei contrassegni di lista sia per l'elezione della Camera dei deputati, sia per l'elezione del Senato della Repubblica, sia per la circoscrizione Estero.

A depositare il simbolo un ex grillino - Ad aver depositato il simbolo del Movimento 5 Stelle prima dei grillini è stato un ex appartenente al movimento catanese, residente in provincia di Bergamo, il 36enne Massimiliano Danilo Foti. In un'intervista a Lasiciliaweb, respinge le accuse velenose che provengono soprattutto dal web, va all'attacco e rivendica la primogenitura del simbolo conteso: "In rete e' stato detto di tutto contro di me, ma Beppe sa bene chi sono e questo tentativo di gettare discredito sulla mia attivita' politica, iniziata con i meetup nel 2005, e' vergognoso".
Comunque, prosegue Foti, "al Viminale abbiamo depositato anche lo statuto e l'atto costitutivo del nostro movimento, che ho fondato, insieme ad altri amici, nel 2007, con atti registrati all'Agenzia delle Entrate". Spiega: "Nel 2005 iniziai a partecipare alle riunione meetup e la partecipazione alle elezioni, gia' allora, mi sembrava uno sbocco naturale, ma Beppe non voleva sentirne. Nel 2007 insieme ad altri amici dei meetup, decidemmo di dar vita al Movimento 5 stelle con tanto di statuto, atto costitutivo, programma, e simbolo molto simile a quello successivamente adottato da Grillo".

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