Simboli "civetta" di Grillo, Ingroia e Monti: è polemica

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Depositati i primi contrassegni delle liste in vista delle elezioni. E spuntano alcuni "cloni". L'ira del leader del M5S: "Questa non è democrazia". Intanto, l'ex direttore generale della Juventus Moggi si candida alla Camera con Stefania Craxi

Simboli contesi per Beppe Grillo, Antonio Ingroia e Mario Monti. E' il giorno della fila al Viminale per la registrazione dei contrassegni che gli italiani troveranno sulla loro scheda elettorale. Danilo Foti, Massimiliano Loda e Samuele Monti bruciano sul tempo, con simboli praticamente identici (FOTO), quelli del Movimento 5 Stelle, di Rivoluzione Civile e di Scelta Civica con Monti per l'Italia. In realtà Grillo dorme sonni tranquilli perché la legge elettorale (art. 14) stabilisce il divieto di presentare contrassegni "identici o confondibili" con quelli usati tradizionalmente da altri partiti. Il Movimento 5 Stelle si è presentato più volte alle elezioni, ma non così Ingroia e Monti che sono all'esordio.
Intanto, mentre in molti casi si lavora ancora alla stesura definitiva delle liste, spunta la candidatura alla Camera nelle fila dei Riformisti Italiani di Stefania Craxi dell'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. La lista dovrebbe presentarsi collegata a quella del Pdl. 

Grillo: "Questa non è democrazia" - Dura la reazione di Beppe Grillo di fronte al simbolo presentato molto simile a quello del suo movimento. Sulle scale del Ministero dell'Interno attacca: "Se non fanno nulla per questa storia del simbolo, dobbiamo combattere con gli avvocati. Ma se non entriamo e c'è un governo che ha il 25% dei voti degli italiani, dura 6 mesi e poi lo andiamo a prendere". Con i cronisti, che vede nel pomeriggio in una minuscola saletta di un albergo romano, il comico è un fiume in piena (VIDEO). "Siamo al Truman show sulle elezioni; dire indignati è poco. Siamo determinati, perché la cosa non finisce così. Non temiamo nulla, sono loro che devono temerci se ci escludono", minaccia. E ancora: "Queste cose ci indignano e ci rafforzano e se pensano di eliminarci con questo espediente si sbagliano. Questa non è una democrazia di uno Stato moderno ma solo burocrazia".

I simboli "civetta" di Monti e Ingroia - Una sorpresa la comparsa, decisamente fuori programma, della lista - la numero sette - "per l'Europa Monti presidente", di un certo Monti Samuele, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana in provincia di Cuneo, il quale in bacheca si è aggiudicato una posizione di vantaggio rispetto ai due simboli autentici, uno per la Camera, l'altro per il Senato, di Mario Monti e la sua coalizione. Anche in questo caso non è escluso che per salvaguardarsi, il partito di Monti opti per un ricorso. Da segnalare anche un simbolo che imita (ma manca il nome del magistrato) quello di Rivoluzione civile di Antonio Ingroia: i due originali presentati, uno per la Camera, l'altro per il Senato, sono preceduti nell'esposizione in bacheca dal simbolo non doc e potrebbero in teoria essere invitati a modificare il proprio.

Simboli fantasiosi - La creatività anche in questa occasione non è mancata: si va dal "partito dei Poeti in azione" ai pirati, dal partito "Pane, Pace, Lavoro" a "Fermiamo le banche e le tasse". Sereni i partiti tradizionali. Nessuno ha cercato di imitarli anche se per scrupolo a sinistra hanno depositato anche i simboli del passato. Dalla falce e martello alla quercia. I contrassegni, con l'indicazione delle eventuali coalizioni, vanno depositati entro domenica pomeriggio corredati dei relativi programmi elettorali.

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