Crisi, Berlusconi: “Il mio governo non ha responsabilità”

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L'ex premier, ospite di Servizio Pubblico, torna a criticare il governo Monti: “I professori dopo un po' si sono montati tutti la testa e hanno portato il Paese nella situazione in cui siamo". Alla fine scontro su Travaglio

“Io non ammetto nessuna responsabilità dei miei governi sulla crisi economica. E’ stata una crisi internazionale curata molto male dal governo dei Professori”. Lo ha detto Silvio Berlusconi nell’attesa puntata di Servizio Pubblico, la trasmissione di La7 condotta da Michele Santoro. Poi ha voluto "confermare le parole del 2009" quando c'era "una situazione diversa e non si era scatenata la crisi che ci avrebbe colpito successivamente". Berlusconi ha citato i dati delle agenzie di viaggio, i ristoranti che "lavoravano a pieno ritmo" e le "difficoltà nel prenotare aerei nei week end e nei ponti festivi". Non c'era insomma ancora "nessun accenno ad una forte crisi: tutti pensavano che si stesse riprendendo un cammino di crescita" tanto che "la disoccupazione era inferiore all'8%, fisiologica per il nostro paese". Tanti gli attacchi a Monti e al suo governo. E non sono mancate scintille tra il leader del Pdl e il conduttore.

"I professori si sono montati la testa" - "Per conoscere la crisi e trovare le soluzioni occorre vivere nel paese reale "e io avevo i conti delle mie aziende in forte attivo e che pagavano carichi fiscali elevati. Io non vivo dietro ad una scrivania dell'università...". E ancora: "I professori dopo un po' sono diventati sordi ai nostri interventi perché diciamocelo chiaro si erano montati tutti la testa e hanno portato il paese nella situazione in cui siamo".

Imu, "Monti testa dura, non si convince" - Perché volete ora abolire l'Imu mentre a suo tempo l'avete votata in Parlamento? "Quella che abbiamo votato - ha risposto Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico - doveva essere una imposta comprensiva di tutte le imposte locali colpendo anche gli immobili ma non la prima casa, poi però il governo Monti è andato in altra direzione e noi abbiamo fatto di tutto".
E insiste: "Non ha sentito Monti che nella conferenza stampa prima di Natale ha detto che se uno toglie l'Imu sulla prima casa è un pazzo e  dopo un anno bisogna rimetterla doppia? Era una testa dura da convincere e non siamo riusciti a convincerlo".

"Farà il ministro dell'Economia" -
Proprio sull'Imu sono arrivate le prime scintille. A fare alzare i toni del leader del Pdl la domanda di Santoro sull'Imu e sul perché se oggi è così facile reperire quei 4 miliardi di euro che l'ex premier promette di trovare per eliminare la tassa sulla prima casa, non lo ha fatto prima.
Berlusconi ha risposto - interrotto però da Santoro - che "non è così semplice" farlo "perché poi si guastano i rapporti che pesano sul governo". All'accusa di fare un "discorso da politicante", Berlusconi è andato sulla voce replicando che in Italia un premier non ha alcun potere ed è per questo che nel prossimo governo "ho detto di voler fare il ministro dell'Economia o dello Sviluppo Economico" tornando comunque ad invitare gli italiani "a votare un partito solo, o a destra o a sinistra" in modo che si possa cambiare l'architettura dello Stato.

"Votare grandi partiti o anni di lacrime e sangue" - Gli elettori devono convincersi di votare per i grandi partiti, altrimenti il paese resta ingovernabile e avremo anni di lacrime e sangue e di crisi profonda: è necessario che un partito abbia la maggioranza assoluta e con quei voti cambi la Costituzione e doti il governo di strumenti per poter governare". Così Silvio Berlusconi a Servizio pubblico su La7.

"Non affiderei l'azienda a chi non ha esperienza" - Affiderebbe una sua azienda a un manager che ha gestito 8 degli ultimi 10 anni portando il paese in questa situazione? "Se si chiamasse Silvio Berlusconi, sicuramente sì". Lo ha ha detto lo stesso leader Pdl rispondendo a Michele Santoro. Berlusconi ha anche aggiunto - facendo un parallelo azienda-paese che "non è che si può affidare un'azienda in crisi a chi non ha nessuna esperienza imprenditoriale".

"Ho bisogno di guadagnare per pagare Veronica" - "Lei è il leader della trasmissione, è lei che guadagna i dindi, io sono ospite", scherza Silvio Berlusconi rivolgendosi a Michele Santoro. E il conduttore scherza: "Ci mancherebbe che venissime a gudagnare pure a La7", mentre tra il pubblico è scoppio di risate. Berlusconi prende al volo l'assist e afferma, sorridendo: "Io ho tanto bisogno di guadagnare perché ogni giorno devo dare a una signora che è stata mia moglie 200 milioni di lire al giorno". Il conduttore osserva, riprendendo l'accusa rivolta dall'ex premier alle 'giudichesse' della causa di separazione: "Erano giudici comuniste...", osserva. "Lo ha detto lei... Alla fine l'ha imparato", chiosa Berlusconi

"Non ci siamo ancora liberati di comunisti disumani" - "La sinistra ha l'invidia, la sinistra ha l'ideologia comunista la più disumana della storia e non ce ne siamo ancora liberati". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, alzando vistosamente la voce, a Servizio Pubblico e lamentando che il governo Monti è stato condizionato da questa sinistra.

"Tremonti premier? Candidatura honoris causa" - Giulio Tremonti, indicato da Maroni come candidato premier, "non può essere il mio presidente del Consiglio anche perché la Lega nella mia coalizione ha una percentuale molto bassa. Diciamo che la sua è una candidatura honoris causa". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico. Nel corso della trasmissione è stata fatta vedere la puntata in cui Tremonti - raccontando della lettera con cui la Bce richiamava l'Italia - ipotizzava un complotto interno più che europeo, nei suoi confronti. Un complotto che Berlusconi, ammettendo una certa "divaricazione" di opinioni con il suo ex ministro dell'Economia, esclude fermamente e che definisce "fantasioso".

"Nessuno ha combattuto la mafia come me" - "Se c'è qualcosa che non può essere addebitata a me è di non aver portato avanti la lotta contro la mafia". Lo ha detto Silvio Berlusconi replicando al secondo editoriale-arringa di Marco Travaglio.
"Nessuno al governo - ha aggiunto - ha combattuto la mafia come ha fatto Silvio Berlusconi. Con le nostre leggi con il mio governo abbiamo sequestrato e confiscato 25 miliardi di patrimoni delle famiglie mafiose, cosa fatta mai prima di noi.
Poi, noi abbiamo assicurato alla giustizia 32 su 34 pericolosi latitanti. E abbiamo assicurato alla giustizia, mi sembra intorno a 3.500 presunti mafiosi. E nel mio primo governo - ha concluso - ci fu un nostro intervento che rese più severo il carcere duro per i mafiosi".

Berlusconi legge la sua lettera a Travaglio
- Solo a fine serata lo scontro si infiamma, quando Berlusconi tira fuori dalla tasca una "lettera per Travaglio". Chiede al conduttore di prendere il posto del giornalista de Il Fatto e si mette ad elencare tutti i processi in cui è stato condannato Travaglio (che però gli ricorda che si tratta di procedimenti civili).  Il Cavaliere ricorda poi come Travaglio, dopo la laurea, fu assunto proprio al Giornale, di cui lui era editore. Quindi l'elenco delle cause addebitate al giornalista, le prescrizioni, inserendo anche la dichiarazione del 2005 di 282 mila euro. L'elenco sciorinato da Berlusconi provoca la reazione violenta di Santoro che chiede al Cavaliere di smetterla gridando "si vergogni" e aggiungendo, a proposito del 'Giornale', che sarebbe stato proprio lui a cacciare Indro Montanelli. Berlusconi torna al suo posto, dove si era seduto Travaglio, e pulisce la sedia prima di alzarsi, suscitando l'ira del pubblico. "Non sapete scherzare" risponde il Cavaliere. Ma la tensione scema subito e la trasmissione finisce con una stretta di mano. "Non fatevi infinocchiare da questi" scherza ancora il Cavaliere con il pubblico uscendo dallo studio

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