Monti e la sua lista: "Non siamo né di centro, né moderati"

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Il premier definisce i contorni del suo movimento che vuole essere "elemento di spinta per la trasformazione dell’Italia" e punta a vincere. Ma se non dovesse ottenere i voti necessari, è pronto ad alleanze contro il "populismo antieuropeo"

Mario Monti definisce meglio i contorni della sua lista della società civile, una lista forte che punta alla vittoria ma che non ha niente a che fare con il "centro", tra una destra e una sinistra ormai superate, e vuole bensì costituirsi come "elemento di spinta per la trasformazione dell'Italia, in contrapposizione alle forze conservatrici, prone ad interessi particolari, a protezioni corporative o addirittura dichiaratamente anti-europeiste".  In alternativa, se non dovesse ottenere i voti necessari per vincere subito, il Professore guarda ad una alleanza pro Europa e antipopulista. Un identikit che porta a girare gli occhi verso il Pd di Pier Luigi Bersani.

Il premier interviene, sul sito della sua agenda, con un lungo ragionamento che lo porta ad individuare i capisaldi del suo progetto politico: tutto orientato verso la società civile e improntato alla trasparenza, alla presenza di personaggi di spessore e pronto a proseguire - scrive ancora - sulla strada del risanamento e dello sviluppo avviata dall'esecutivo che si è dimesso pochi giorni.

La nuova sortita del premier scatena il Pdl che contesta al premier uscente un atteggiamento improntato "all'arroganza" e torna a criticare un presidente del Consiglio non più in grado di mantenere un "atteggiamento super partes" dopo essere 'salito' in politica pronto a fare la campagna elettorale.

Il Pdl chiede "Trasparenza" a Monti e Silvio Berlusconi, dopo aver gridato al complotto per il suo defenestramento da Palazzo Chigi nel 2011 alza il tiro sul Colle chiedendo (dopo averlo fatto per Monti) una commissione d'inchiesta sui fatti dello scorso anno anche per Giorgio Napolitano.

Il Cavaliere attacca a testa bassa il governo, i centristi "centrini" e "insignificanti" di Casini e Fini ma, oggi, usa toni più morbidi con la Lega in vista di prossime alleanze per la Lombardia e a livello nazionale. E lo fa usando tutta la potenza di fuoco dei media, dalle radio alle tv (tra gli altri il Gr1, Radio Adige, radio Capital, teleradiostereodue, Antenna 3 Nordest, radio Lombardia), con la solita scia di polemiche.

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