Casini: "Non saremo a supporto del Pd"

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Dopo la disponibilità del premier a correre come capo della coalizione, il leader Udc spiega: "I candidati dell'Unione di Centro li scelgo io". Passera non si candiderà. Il Professore: "Se lavoriamo insieme la situazione dell'Italia migliorerà"

Pier Ferdinando Casini pianta paletti rivendicando ruolo e identità dell'Udc; Corrado Passera, deluso dall'assenza di una lista unica alla Camera e dal mancato riconoscimento del suo ruolo, fa un passo indietro; Mario Monti affila le armi di una campagna elettorale che vuole combattere in Tv e su Internet, con l'obiettivo di fare della 'sua' lista elettorale civica la gamba più solida della coalizione in modo da dimostrare, anche ai partiti alleati, che non sarà solo la "guida" dello schieramento, ma anche leader politico con maggiori consensi.

Monti: "Sono convinto che la situazione dell'Italia migliorerà" - Mario Monti sceglie Venezia per lanciare la sua operazione-immagine. Il giorno dopo l'annuncio della definitiva "salita" in politica del professore, nella nuova "formazione" già si intravedono le prime prove di forza. "Sono convinto che la situazione dell'Italia migliorerà - dice Monti - se tutti lavoriamo a questo scopo". Lancia poi un ulteriore messaggio ottimistico: "Spero che il 2013 sia come questa stupenda giornata di Venezia". Inutile cercare di strappargli un commento sugli attacchi che gli ha nuovamente rivolto Silvio Berlusconi. "Ho parlato anche troppo" si limita a rispondere. Intanto, il ministro dello Sviluppo Economico Passera chiude la porta: l'ex manager motiva il passo indietro con la decisione di ignorare l'ipotesi di lista unica anche a Montecitorio. Anche se la lettura che ne dà chi era al vertice del 28 dicembre è un'altra: "Aveva chiesto di fare il manager della lista unica, ma non ci è riuscito", sintetizza uno dei presenti.

Casini: "L'Udc sceglierà i candidati" - Anche Casini tira fuori gli artigli. Convoca una conferenza stampa per ribadire che l'Udc vuole dire la sua sull'Agenda Monti, per inserirvi modifiche in favore della famiglia e del sociale. Ma soprattutto rivendica l'autonomia decisionale nella scelta dei nomi. "I candidati li sceglierà l'Udc", scandisce Casini. "Da oggi si apre una fase di responsabilità, basta con la demagogia e le false promesse" afferma il leader dell'Udc nel corso di una conferenza stampa, commentando le parole di Mario Monti, che ha deciso di entrare attivamente in politica, come capo di una coalizione di centro alle prossime elezioni.
"Monti - ha spiegato Casini - ha chiesto integrazioni sull'agenda. Noi le faremo entro martedì su due punti fondamentali: socialità e famiglia. Il rigore non può essere disumano". Noi, "vogliamo dare quel surplus di solidarietà e di socialità che è necessario", ha aggiunto il leader dell'Udc. E spiega: "Abbiamo preso l'impegno di non prendere in giro gli italiani. Monti non ha la bacchetta magica e mentre si sta aprendo la fiera delle promesse noi abbiamo il coraggio della verità".



"Nessuna alleanza prima del voto" - Ma Casini ha spiegato anche come il nuovo soggetto si relazionerà con gli altri partiti, dopo la richiesta di Bersani di chiarimenti. "La nostra iniziativa non nasce a supporto del Pd, per un'alleanza prederminata nei confronti del Pd", ha assicurato. "Chi ci accusa di questo lo fa con un intento logico. Se fossi Berlusconi farei la stessa cosa, visto che constata che sta diventando riferimento dei moderati", ha insistito. "Questa cosa non esiste - ha aggiunto - un'iniziativa di questo tipo deve avere una vocazione maggioritaria, se non prende la maggioranza vedremo, ma fino al giorno delle elezioni bisogna cercare la maggioranza".


Berlusconi: "Se vinciamo commissione d'inchiesta su caduta mio governo" - Ma le reazioni alle parole di Monti arrivano anche dai suoi avversari. Dopo aver definito il premier "una ruota di scorta del Pd", Berlusconi aggiunge che "questa coalizione tra Fini, Monti e Casini sia stata fatta proprio per favorire la sinistra". "Io non credo che gli italiani cadano in questo tranello, soprattutto gli elettori moderati", ha proseguito l'ex presidente del Consiglio, che è tornato sulla caduta del suo governo nell'autunno del 2011:  "In quel momento c'è stata una vera e propria congiura diciamolo chiaro e noi vincendo instaureremo subito una commissione per esaminare quei fatti".

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