Rai assicura: agli altri leader stessi spazi di Berlusconi

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Gubitosi: il Cavaliere "ha contattato direttamente reti e testate, spazi destinati alla sua area". Agcom: nel regolamento sulla par condicio sarà presentato un emendamento per estendere le norme ai soggetti non candidati

L'intervista di Silvio Berlusconi, rilasciata il 27 dicembre a Unomattina, subito dopo il periodo di astensione per le feste natalizie, ha scatenato le critiche del centrosinistra, provocato l'altolà del presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, e spinto la Rai a mettere un freno alla presenza mediatica del Cavaliere. Il direttore generale Luigi Gubitosi ha infatti dato il via libera ad un'intervista al Tg1 delle 20 di venerdì 28 dicembre, ma ha negato la presenza in altre trasmissioni, promettendo un riequilibrio.

Zavoli: norme pluralismo disattese dai direttori - "Intravedo in alcune iniziative dei direttori di testata e addirittura di rete un mancato rispetto del mandato del Cda Rai in tema di pluralismo. Le norme sono state disattese per ragioni che non conosco, ma ho rinnovato l'invito al dg Rai di rispettare le norme" ha detto il presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli in quello che può essere definito un vero e proprio richiamo.

Gubitosi: le richieste di Berlusconi direttamente ai tg - Immediata la risposta del presidente della Rai Luigi Gubitosi che, in una lettera inviata a Zavoli, ha spiegato: "Berlusconi ha approcciato direttamente reti e testate chiedendo spazi per interviste, utilizzando, di fatto, gran parte degli spazi destinati alla sua area politica. Stiamo già offrendo ai responsabili delle altre aree analoghi spazi di palinsesto". Il dg ha inoltre aggiunto che è stata rifiutata la richiesta di Berlusconi "di partecipare ad una prima serata di Porta a Porta e ad una rubrica di approfondimento sportivo".

Il Pdl contro il 'caso Monti' - Ad animare il dibatto in Commissione Vigilanza anche la presenza di Mario Monti in tv, contestata dal Pdl soprattutto in occasione della conferenza di fine mandato (VIDEO). "E' stato usato a scopo di comunicazione politica un appuntamento istituzionale", ha attaccato Gasparri, ricordando che "per consentire la diretta è stato addirittura soppresso il Tg2". In risposta, il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani Cardani ha spiegato che in occasione del Consiglio dell'Autorità convocato per varare il regolamento sulla par condicio, sarà messa al voto anche una norma per estendere le regole ai soggetti non candidati, ma "chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti".

Par condicio - Durante la campagna elettorale, che è divisa in due parti (nella prima, dal 24 dicembre al 21 gennaio, l'accesso è consentito alle forze rappresentate in Parlamento, nella seconda, dal 21 gennaio al 22 febbraio, gli spazi sono divisi tra le coalizioni in competizione), i soggetti politici possono essere presenti nelle tribune e nei programmi di informazione, ma non in quelli di intrattenimento.

Regolamento in discussione - Nello schema di regolamento in discussione sarà messa al voto anche una norma per estendere le regole ai soggetti non candidati, ma "chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti". Il commissario Francesco Posteraro, relatore del provvedimento, ha aggiunto che la norma sarebbe valida "sia in senso permissivo, per consentire ai partiti di farsi rappresentare da tali soggetti nei programmi di informazione, sia in senso interdittivo, non ammettendo la presenza di tali soggetti in programmi non di informazione".
E' possibile che su questo punto vengano presentati emendamenti. Il termine per la presentazione è stato anticipato al 2 gennaio, mentre la discussione, vista la contrarietà del Pdl ad accelerare i tempi, riprenderà il 3 gennaio.

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