Monti, vertice con i centristi: si lavora a una lista comune

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Colloqui decisivi tra partiti e premier dimissionario. Ci sarebbe l'accordo sul simbolo: "Per l'Agenda Monti". Susanna Camusso boccia il programma del Professore. Secondo i sondaggisti c'è il rischio del pareggio al Senato

Il giorno dopo la "salita" in politica di Mario Monti e il sostegno espresso dal Vaticano, dietro le quinte prosegue il lavoro del professore e dei suoi più stretti collaboratori in vista della creazione di una lista elettorale. Anche se il premier non ha ancora deciso se convenga far confluire in essa anche i partiti che lo sostengono (Udc e Fli) anche alla Camera - al Senato la scelta appare obbligata -  o se convenga mantenere le diverse identità.

Il Retroscena - C'è il simbolo - "L'Agenda Monti avrà uno schieramento unico al Senato, ma diviso alla Camera". Questo il retroscena presentato da la Stampa nell'edizione di venerdì 28 dicembre (RASSEGNA STAMPA). "Monti tornerà a Roma - spiega il quotidiano di Torino - però non è detto che voglia partecipare di persona alle trattative per la lista (o liste) collegate alla sua Agenda".  Le liste, ribadisce il giornale diretto da Calabresi, "potrebbero essere collegate a Palazzo Madama e divise alla Camera". A proposito del simbolo, sembra tornare in auge la formula di Montezemolo. "Per l'Agenda Monti". Sarebbe questo il nome scelto (L'approfondimento).

I sondaggi - La gara per il Senato -"Il rischio del pareggio c'è" scrive il Corriere della Sera, che aggiunge: "Lombardia decisiva come l'Ohio nel voto Usa". E spiega: "A meno di sessanta giorni dalle elezioni del 24 e 25 febbraio, ci sono solo due certezze. La prima è che a meno di un cataclisma non prevedibile il Pd raggiungerà agevolmente la maggioranza della Camera. La seconda è che invece i giochi non sono ancora fatti per il Senato. E che si potrebbe riprodurre a Palazzo Madama lo stesso scenario del 2006. Sette anni dopo, lo stesso film, vista la buona rimonta del Pdl nei sondaggi: «Per le elezioni 2013 l’obiettivo del Cavaliere sarà almeno quello di raggiungere il 28/29 per cento dei voti» ha spiegato Alessandro Amadori direttore di Coesis Research. Anche se nulla è scontato, e la strada è davvero ancora molto lunga. Quello che è sicuro infatti è che al Senato, i voti contano davvero, ed è lì, e solo lì, che il Partito Democratico potrebbe rischiare di non avere la maggioranza". (L'analisi).

L'intervista - Camusso: agenda deludente - Non solo Silvio Berlusconi. Anche la Cgil critica duramente il programma di Mario Monti. "Ci sono i titoli ma mancano le proposte". Questo il giudizio netto sull'agenda del Professore di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che intervistata da Repubblica osserva: "E' stata una lettura deludente, priva di pensiero innovativo. Un de'ja' vu". E insiste: "Mi pare che a partire dal capitolo sull'Europa, l'agenda Monti sia totalmente espressione di una posizione conservatrice. Rispetto a un dibattito che si pone il tema della federazione degli stati europei, il programma del presidente del Consiglio è fermo al fiscal compact. Da quella concezione dell'Europa deriva anche l'assenza delle politiche sociali nell'azione del governo e che l'agenda ripropone" (L'intervista).

L'editoriale - Panebianco:"Gli interessi convergenti" - Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi hanno un interesse in comune - dice Angelo Panebianco dalle colonne del Corriere della Sera - «fare fuori» il centro. E, forse, le scelte di Monti hanno finito per favorire questa oggettiva convergenza di interessi (L'editoriale).

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