Monti "sale" in politica. Pd: "Vediamo se sarà super partes"

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Il premier uscente su Twitter: "Insieme abbiamo salvato l'Italia dal disastro", ora serve un rinnovamento, basta lamentele. Ichino: "Avrà parte attiva nella formazione delle liste". Il Pdl attacca: "Un'agenda, tre certezze: Imu, patrimoniale, aumento Iva"

"Insieme abbiamo salvato l'Italia dal disastro. Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi sì. 'Saliamo' in politica". Sono le parole del presidente del Consiglio uscente Mario Monti pubblicate su Twitter nella tarda serata del 25 dicembre. Parole rafforzate subito dopo da un altro cinguettio che rimanda alla sua agenda: "Insieme ..."Saliamo" in politica!".


Un annuncio che, di fatto, prelude ad un impegno diretto, in prima persona, nella campagna elettorale e, probabilmente, alla creazione di una lista che guardi soprattutto alla società civile e gli consenta di "controllare" le candidature. Come conferma, in serata, Pietro Ichino, senatore Pd pronto a passare con Monti. Un annuncio che ha subito scatenato dure polemiche soprattutto da parte del Pdl, con Silvio Berlusconi che è tornato ad attaccare il premier uscente e la sua politica, sottolineando che "con lui sono iniziati i guai". Cauto invece il Pd, con Bersani che parla di alcune cose presenti nell'agenda condivisibili, altre meno.

Ichino: "Ci sarà una lista nuova selezionata dal premier" - Ciò che sarà dietro al 'Movimento per l'agenda Monti', sarà "una forza nuova con alcune figure che vengono dalla scorsa legislatura, ma che saranno poche e attentamente filtrate dal presidente Monti" ha detto Pietro Ichino ai microfoni del tg4. Ichino ha quindi aggiunto che Monti non si candiderà direttamente alle elezioni, ma che avrà comunque un ruolo attivo anche "per il solo fatto che sarà lui a controllare la composizione di queste liste e a dare il suo consenso solo alla lista che risponda ai criteri che ha enunciato in modo netto in conferenza stampa".

Centristi in fermento -
Monti ha già incassato il pieno sostegno del 'nuovo Centro', non solo sull'agenda - di fatto un programma elettorale - ma anche sulle modalità della "salita" in politica. Montezemolo, Casini, Cesa e Riccardi gli hanno infatti dato carta bianca sul nodo delle liste elettorali. Sarà Monti a decidere se farne una o più d'una. In parole povere affidando al premier la leadership di quello che, secondo molti, sarà un nuovo soggetto politico. E c'è già chi parla dell'imminente creazione di una (o più d'una) "fondazione", con tanto di sede (a Roma) pronta per ospitare anche il comitato elettorale. Indiscrezioni che però vengono ridimensionate dallo staff del premier: "Su questo lui non ha ancora deciso se aderire o meno". Sembra comunque rafforzarsi l'idea - confermata dai più stretti collaboratori - di una 'sua' lista elettorale. Una decisione definitiva non è ancora stata presa, ma molti elementi sembrano indicare che sarà quello l'approdo finale. Giovedì 27 dicembre è previsto un incontro tra i più stretti collaboratori di Monti e Montezemolo. Nella stessa giornata ci sarà un nuovo vertice dei centristi (Casini, Cesa, Riccardi e Montezemolo) per stabilire come procedere.

Bersani: "Vediamo se sarà super partes"  -
Cauto il Pd: "Nell'Agenda Monti ci sono alcune cose condivisibili, altre un po' meno, altre su cui si può discutere", dice Pier Luigi Bersani che aggiunge: "Noi abbiamo massimo rispetto per Monti, lo abbiamo sostenuto in momenti molto difficili. Ora aspettiamo di vedere se si collocherà al di sopra o piuttosto con una parte. Questo andrà chiarito".

Cicchitto: "Monti in campo vulnus istituzionale" -
Più dura invece la reazione del Pdl che critica le mosse del professore. Angelino Alfano, su Twitter, punta il dito contro il "programma" di Mario Monti: "Un’agenda, tre certezze: Imu, patrimoniale, aumento Iva. Verificare per credere a pagina 5".
Dal capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, arriva invece un'accusa di "trasformismo": con la "salita" in politica di Monti "ci troviamo già oggi di fronte ad un vulnus politico e istituzionale e ad una forzatura che diventerebbe lacerante qualora Monti sviluppasse una campagna elettorale alla guida di uno schieramento centrista - ovviamente contro il Pdl - e la facesse utilizzando la carica di Presidente del Consiglio alla quale è stato nominato proprio con il concorso dello stesso Pdl". Poi, in serata, Silvio Berlusconi rincara la dose e attacca la politica recessiva del governo.
"Bisogna togliere le tasse dalla testa degli italiani e delle imprese, bisogna abolire quella che va a colpire la prima casa, un bene sacro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire le sue sicurezze".


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