Bersani: "Non credo ai partiti creati intorno alle persone"

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Se Monti si candida, il Pd non avrà "alcun problema" assicura a SkyTG24 il segretario, che però precisa: "Siamo stati leali col suo governo, ma non avremmo immaginato una contesa". In caso di vittoria, principi guida saranno "moralità e lavoro": VIDEO 1-2

Se ci sarà contesa con Monti non c'è nessun problema. Così il segretario del Pd e candidato del centrosinistra per Palazzo Chigi, Pier Luigi Bersani, a SkyTG24 liquida l'ipotesi che il professore della Bocconi possa entrare direttamente in gioco per le elezioni di febbraio.

"Non credo nei partiti formati intorno alle persone" - "Sono curioso anche io di sapere quale sarà la conclusione delle riflessione del presidente Monti" spiega Bersani. "In attesa di queste sue decisioni, dico che noi siamo stati lealissimi verso il governo Monti e, sinceramente e francamente, non avremmo immaginato che fosse una contesa", continua il segretario del Pd. Non è detto che ci sarà, ma "se fosse quella non abbiamo nessuna difficoltà o problema particolare". Sulle differenze tra il Pd e il premier, Bersani ha spiegato che "Monti ha portato verso il mondo un'idea di stabilità, rigore, competenza e credo che per noi questo sia un punto di non ritorno come lo è la fedeltà europeista". "Ma - aggiunge il segretario del Pd - credo che dobbiamo metterci più equità e lavoro perché quello che si è fatto fin qui non è sufficiente".
"L'unica cosa di principio è che non credo che facciano bene all'Italia formazioni politiche create intorno alle persone" è però la stoccata di Bersani, che spiega di non aver mai voluto che il suo nome apparisse nel simbolo del partito. (VIDEO)

"Ma questo centro cosa pensa?"
- "La mia proposta politica è chiara da un paio d'anni"  spiega poi Bersani. "Ho sempre detto che voglio costruire uno schieramento progressista di governo, che abbia un'apertura , una disponibilità a concordare un'azione comune con un centro moderato"  e "in ogni caso tengo ferma questa proposta", a prescindere dai voti al Senato. "Sarebbe interessante - continua il segretario del Pd - chiedere a queste formazioni che si stanno formando al centro, cosa pensano loro del Pd? Siamo il partito più grande, sento cose contraddittorie", qualcuno dice che "sono alternativi", altri più dialoganti.

Bersani su Imu e Berlusconi - Di fronte all'ipotesi lanciata da Berlusconi di abolire l'Imu sostituendola con tasse sugli alcolici, Bersani invita il Cavaliere a "tirare fuori i numeri", perché, sostiene scherzando il segretario del Pd, "rischiamo che una birra ci venga a costare 200 euro". Il candidato premier del centrosinistra si dice poi disponibile a un confronto televisivo con Silvio Berlusconi. "Dove c'è Berlusconi come si fa a mancare?", ha scherzato il segretario. "Sono disponibilissimo a tutti i confronti, mi pare una cosa utilissima e seria, io accetto tutti i contendenti. Ma per l'Italia non è una bella cosa", ha avvertito.

Due priorità: moralità e lavoro - Interrogato su quali sono i programmi del centrosinistra in caso di vittoria, il segretario del Pd spiega di non credere "a programmi di 300 pagine, credo ai concetti di fondo e sotto una proposta. Non perderò tempo a concordare 300 pagine di programma ma sui temi principali faremo proposte molte chiare e precise. E tutta la legislatura avrà due priorità: moralità e lavoro". Quanto all'eventuale governo, il segretario Pd sostiene di non averci pensato: "Lascio la testa sgombra, ho in mente qualcosa ma è ancora presto".

Affrontare subito il conflitto di interessi - In ogni caso tra i primi temi che intende affrontare c'è quello del conflitto di interessi. "Per me conflitto di interessi vuol dire due cose: delle norme sull'incompatibilità e un'antitrust più seria sui sistemi di comunicazione". "Su ciascuno di questi due punti abbiamo già depositato delle proposte e se abbiamo la maggioranza li riprendiamo", ha spiegato. Per quanto riguarda invece la legge elettorale, ha spiegato che il Pd intende proporre una legge a doppio turno di collegio perché mi pare l'unica legge in grado di dare stabilità al sistema politico". Sulla mancata riforma elettorale  il segretario del Pd dice di essersi sentito "preso in giro" perché  "abbiamo lavorato sei mesi e poi è apparso chiaro il progetto della  destra di tenersi il Porcellum".

La seconda parte dell'intervista a SkyTG24:

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