Berlusconi: “Monti in campo? Un piccolo protagonista”

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Il leader del Pdl, intervistato a Radio Anch’io, ritiene che non sia nell’interesse del premier candidarsi. Poi si dice disponibile a un faccia a faccia con il Professore e Bersani. Napolitano: "Consolidare la rinnovata credibilità dell'Italia"

"Credo non sia nell'interesse di Monti diventare da 'deus ex machina' un piccolo protagonista della politica, insieme ad altri piccoli protagonisti". Lo afferma a Radio Anch'io Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi aveva chiesto al premier uscente di guidare un vasto centrodestra alle elezioni. E spiega: "Se Monti fosse stato in grado di tenere insieme tutti i moderati non avrei avuto difficoltà a tirarmi indietro. Io l'avrei sostenuto. In caso contrario se Monti diventerà protagonista della politica e non vorrà congiungere questi voti dei partitini di centro dovremo distinguerci da loro".

L'ex premier si dice dunque d'accordo con D'Alema che, in un'intervista pubblicata la scorsa settimana, aveva definito illogico e moralmente discutibile una discesa di Monti. Il Professore, che il 19 dicembre ha incontrato i centristi, svelerà tra sabato 22 e domenica 23 dicembre il suo futuro. Secondo Repubblica “sarà candidato premier”.
Sulla fine del governo Monti Berlusconi ammette: "Abbiamo ritenuto forse sbagliando, che per la situazione dell'Italia era troppo grave provocare una caduta del governo dei tecnici. Forse abbiamo sbagliato". Nell’intervista a Radio Anch’io, l’ex premier si dice inoltre disponibile a un faccia a faccia con Bersani e Monti, critica la politica di austerità portata avanti dall’esecutivo e attacca La 7 che “fa trasmissioni 24 ore contro di noi”.

Intanto, mentre al Senato si vota il ddl stabilità che passerà poi alla Camera per il via libera definitivo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a difendere l'operato del governo Monti: "Le forti misure prese da Governo e Parlamento" hanno "scongiurato il rischio per l'Italia di scivolare nel ruolo di sorvegliato speciale della UE e del Fmi. Al termine di un 2012 difficile ed un 2013 denso di incognite, è necessario rinnovare l'alto tasso di credibilità dell'Italia" all'estero (VIDEO).

“Faccia a faccia con Monti e Bersani? Ci sto” - Il faccia a faccia in tv "con Bersani o con Monti sono il primo a chiederlo. Se fatto con le regole giuste, credo sia una cosa molto positiva per far capire cosa vuole ciascuno di questi contendenti. Spero di poterne fare più di uno. Non ho nessuna difficoltà. Sono assolutamente a disposizione" continua Berlusconi. E sul segretario del Pd attacca: “Le uscite di Bersani dimostrano che è un disco rotto, perché sono 20 anni che parlano di conflitti di interessi. Ho ricordato che non c'è una sola trasmissione delle mie reti in 25 anni che sia andata contro la sinistra mentre nella tv pubblica" è il contrario. "Sono stato a lungo assente dalla comunicazione e questo purtroppo ha causato la nostra discesa nei sondaggi. Ne ha approfittato la sinistra che con la scusa delle primarie ha occupato tutte le reti televisive, una vera e propria alluvione di tre ore al giorno". E aggiunge: "Una serie di trasmissioni con 5 candidati che spuntavano dappertutto. Dopo questa scorpacciata tutti gli uomini della sinistra hanno strepitato perché anche io apparivo in tv".  Poi attacca La 7, "una rete che dalla mattina presto alla notte tardi fa trasmissioni di approfondimento politico contro di noi".

“Grande centro occulto sostenitore della sinistra” - "Un grande centro è un alleato, un supporter occulto della sinistra. Potrà solo svolgere una azione di aiuto alla sinistra. A quel punto per un elettore tanto vale votare la sinistra piuttosto che dare un voto a questi occulti sostenitori della sinistra".

Cambiare politica economica: strada opposta all’austerity- Sulla crisi economica, l’ex premier dice: "Bisogna cambiare la politica economica interamente. La politica della austerità porta alla recessione e alla depressione". Poi, cita le teorie neo-keynesiane del premio Nobel Krugman "che condivido pienamente". E dice: "Non si deve procedere sulla strada dell'aumento della pressione fiscale: quest'anno con questo governo è salita di due punti percentuali. Bisogna andare sulla strada opposta con l'aiuto alle imprese che bisogna tassare di meno e imporre meno vincoli sulla burocrazia. E’ la strada opposta all'austerity".

Alla Lega: “Senza alleanza salta l’intesa in Lombardia” - "Hanno deciso di presentare la candidatura di Maroni in Lombardia: è chiaro che questa candidatura per avere successo ha bisogno" dell'appoggio del Pdl ma "è chiaro che non potrà esserci una alleanza in Lombardia senza un alleanza nazionale". Lo afferma Silvio Berlusconi a 'Radio' anch'io'. "Ho rapporti personali con i vertici della Lega, con Maroni e Bossi che lucidissimo ieri mi ha telefonato - aggiunge - C'è stima e amicizia dopo 10 anni di collaborazione al governo".

La Chiesa si ricordi ciò che abbiamo fatto - La Chiesa sposta voti? "E' ancora influente, auspico che si ricordi tutto ciò che abbiamo fatto e che abbia chiara la visione che avrebbe se la sinistra andasse al governo" dice l'ex premier Berlusconi. "Io non mi sono dichiarato mai 'unto del Signore', me l'hanno buttata addosso". Preferisco non esser molto unto e avere un bella pelle non della età mia ma più giovane di 20 anni, come mi sembra di avere", aggiunge.

Maroni: "Alleanze decise dopo lo scioglimento delle Camere"
- Una prima risposta a Berlusconi arriva da Roberto Maroni che ha fatto sapere di non avere intenzione di prendere una decisione su un eventuale accordo con il Pdl prima dello scioglimento delle Camere. Il leader del Carroccio ha detto che non subordina "l'alleanza in Lombardia a quella nazionale. Siamo pronti a correre da soli come chiedono i militanti e non escludo che andrà a finire così perché non possiamo aspettare Godot". Sulle alleanze elettorali - "per me questioni tattiche, di secondo piano" - decideremo "quando Napolitano scioglierà le Camere", ha spiegato, sottolineando che esiste una "variabile non irrilevante su ciò che farà Monti".

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