Monti: "Non starò fermo". Napolitano: "Nessun gelo tra noi"

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Secondo le indiscrezioni sarebbe pronta una federazione con 4 liste legate al premier. Il Pdl intanto fa slittare la legge di stabilità. Berlusconi: “Rinviare il voto”. Ma, per ora, è stata rinviata solo la conferenza stampa di fine anno del Professore

Da un lato il Pdl e il suo leader, Silvio Berlusconi, che chiedono un rinvio delle elezioni. Dall’altro i centristi che aspettano da un momento all’altro la “chiamata” di Mario Monti. In attesa dell’approvazione della legge di stabilità e dello scioglimento delle Camere, continua il vorticoso avvicendarsi di dichiarazioni, smentite e retroscena che animano il panorama politico italiano pre-elettorale.
Una cosa è certa: tutti, da destra a sinistra, passando per il Centro, aspettano una mossa del premier. Che dovrebbe arrivare entro la fine di questa settimana, anche se il premier ha deciso di rinviare la consueta conferenza stampa di fine anno convocata inizialmente per venerdì 21 dicembre.
Secondo una ricostruzione del quotidiano Repubblica
, in edicola mercoledì 19 dicembre (LA RASSEGNA STAMPA COMPLETA), di sicuro Mario Monti non intende “stare fermo”. “Non cadrò nella tentazione di rimanere immobile nel mio scranno di senatore a vita nell'aspettativa o nella speranza di ricevere qualcosa”, avrebbe detto il presidente del Consiglio.
Intanto in giornata ha incontrato Luca Cordero di Montezemolo, mentre si profila l’ipotesi di una "federazione" di partiti e forze politiche centriste.

Sempre secondo la ricostruzione di Claudio Tito, su Repubblica, sarebbero pronte quattro liste, così suddivise: quella dell'Udc, quella di Fli, quella dei fuggitivi del Pdl (Frattini e Pisanu) e quella strettamente "montiana" con il presidente della Ferrari, alcuni ministri "tecnici" come Riccardi e Passera e solo esponenti della società civile. Il tutto racchiuso in una coalizione il cui "capo politico" - come prevede la legge elettorale - sarebbe dunque il presidente del consiglio.

Intanto, dopo che negli ultimi giorni si è parlato dei rapporti incrinati tra Monti e Napolitano, il capo dello Stato ha deciso di smentire queste indiscrezioni con una lettera inviata alla Stampa, il primo giornale a parlare delle frizioni tra i due. Quindi nessuna "tensione" o "frattura" tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio, sottolinea Napolitano. "Come si fa - scrive il capo dello Stato - a dar l'impressione che io quasi non abbia indicato come causa della brusca accelerazione verso la fine della legislatura la decisione del PdL di considerare chiusa l'esperienza del governo Monti? E' di lì che sono scaturite le dimissioni del Presidente del Consiglio e l'ho detto ieri ben chiaramente. Anche il dato oggettivo - non scelta da me voluta - della ormai prevedibile incombenza di aprire da Presidente ancora in carica la fase della formazione del nuovo governo dopo le elezioni è stato impropriamente associato a mie peraltro ovvie considerazioni sulla diversità delle condizioni in cui mi troverò rispetto al novembre 2011".

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