Udine, il cittadino monitora i consiglieri via web

Uno screenshot della pagina OpenMuncipio del Comune di Udine.
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La città friulana è la prima amministrazione italiana ad adottare OpenMunicipio, piattaforma che permette di controllare l'attività del Consiglio comunale e degli eletti a livello locale

di Raffaele Mastrolonardo

Monitorare gli atti deliberati e discussi dal Consiglio comunale, controllare l'assiduità con cui i consiglieri frequentano l'aula e pure i loro voti sulle singole questioni e anche la loro fedeltà alla linea del partito. Da qualche giorno gli abitanti di Udine possono tenere d'occhio l'attività di coloro che hanno eletto con una facilità sconosciuta alla grande maggioranza degli altri italiani. L'amministrazione del Nord Est è diventata infatti la prima in Italia a ricorrere al servizio OpenMunicipio, una piattaforma che consente ai cittadini di controllare via web l'operato dei loro rappresentanti e degli organi di governo della città. Non solo, gli elettori possono anche passare all'azione e monitorare un determinato politico o un determinato atto ed esprimere in merito il proprio voto. “Il nostro obiettivo è dare ai cittadini sempre più informazioni in modo da stimolare la partecipazione e magari migliorare l'attività amministrativa”, spiega a SKY.it, Paolo Coppola, assessore all'Innovazione e promotore del progetto.

Dentro il Consiglio – Grazie ad OpenMunicipio gli udinesi potranno, per esempio, avere sempre sott'occhio alcuni indicatori sull'attività di coloro che hanno votato. Saranno in grado di apprezzare Michele Vicario, consigliere della lista civica che sostiene il sindaco Honsell (IH), presente a 883 votazioni su 886 da quando è approdato in Consiglio. Meglio di lui, a stretto rigore di percentuale, non fa nessuno. Gli elettori potranno magari chiedere spiegazioni a Fabrizio Anzolini (Udc) che risulta assente nel 64,8% dei casi. E scoprire così che quella percentuale ha - secondo i diretti interessati - una giustificazione. Come ha fatto notare proprio l'Udc, infatti, le cifre vanno prese con le molle: gli esponenti del partito di Pierferdinando Casini, pur presenti in aula, non hanno partecipato - per scelta politica - a oltre 500 votazioni sul Piano regolatore. Ma della natura di questa decisione le cifre di OpenMunicipio non tengono conto facendo apparire il partito più assenteista di quanto non sia. Proprio questo fatto ha dato luogo a polemiche e minacce (poi rientrate) di azioni legali nei confronti dell'assessore. "Abbiamo fatto notare che nel sito c'erano alcuni elementi fuorvianti, per esempio questo dato sulle votazioni che non dà conto del fatto che un consigliere può essere presente in aula ma decidere, come abbiamo fatto noi, di non votare. L'assessore, gliene do atto, è stato molto disponibile", spiega Piergiorgio Bertoli, capogruppo Udc in Consiglio. Su pressione dell'Udc è stata infatti inserita una nota che spiega come vengono calcolate presenze e assenza. "Abbiamo chiarito - risponde Coppola - che l'obiettivo non è dare pagelle ma stimolare la partecipazione".

Attivi e ribelli
- Ma la presenza in aula è solo un aspetto della faccenda. OpenMunicipio permette anche di scoprire quali consiglieri sono più attivi, per esempio, attraverso mozioni o interrogazioni (in questa classifica primeggia l'Udc Piergiorgio Bertoli) o, ancora, quanto l'eletto è fedele alla linea di partito. Il conto dei “voti ribelli”, infatti, registra quante volte il politico ha votato in difformità rispetto alle indicazioni della sua compagine (in questo ambito Franco della Rossa (IH) stacca tutti). E, ancora, tutti gli atti in discussione e i risultati di tutte le votazioni sono registrati e pubblicati online in tempo reale o quasi. E proprio su questo aspetto, sottolinea Coppola, in futuro si potrà fare di meglio ottenendo allo stesso tempo un migliore dialogo con i cittadini: “Al momento le delibere di giunta sono online quando arrivano in Commissione, io vorrei che si anticipasse. Soprattutto per quanto riguarda i lavori pubblici, riuscire ad avere dei pareri da parte dei cittadini prima che il progetto sia approvato potrebbe portare dei miglioramenti”. Quanto ai cittadini, oltre ad informarsi possono diventare parte attiva del processo. Innanzitutto, “adottando” un politico e quindi seguendo da vicino le sue attività e commentandole con la community che dovrebbe raccogliersi intorno al progetto.
Per Udine non si tratta comunque del primo esperimento di trasparenza e partecipazione online. L'amministrazione in passato è già stata pioniera sugli OpenData e da tempo si cimenta, con successo, in altre forme di interazione via web con la cittadinanza. A cominciare da ePart, servizio attraverso il quale gli abitanti possono segnalare all'amministrazione problemi e disservizi. “Ne riceviamo circa un migliaio all'anno - dice Coppola – e abbiamo 20 funzionari incaricati di raccoglierle. E una parte della valutazione dei dirigenti è legata agli indicatori di ePart”.

Il progetto - Intanto, sull'esempio friulano, ci sono altre città pronte ad imboccare la strada della trasparenza online. OpenMunicipio – che nasce dall'esperienza di OpenParlamento – è infatti un servizio offerto – con tariffe differenziate per dimensione del Comune - a tutte le amministrazioni locali che ne vogliano usufruire. “Nei primi mesi del 2013 sarà online il sito del Comune di Senigallia”, dice Vittorio Alvino, tra i promotori di OpenParlamento e OpenMunicipio. “Siamo poi in discussione con Torino, Firenze, Napoli e Palermo”. Intanto, il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha votato l'adozione della piattaforma e a Lucca il gruppo del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione perché il Comune aderisca al progetto.

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