Lombardia, al via le primarie del centrosinistra

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Dalle 8 alle 20, nella regione si vota per scegliere il candidato alla poltrona di governatore. In lizza per il Pirellone tre candidati della società civile: Umberto Ambrosoli, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Urne aperte anche ai sedicenni

di Valeria Valeriano

Un avvocato, un medico o un giornalista. Sabato 15 dicembre in Lombardia si vota per scegliere il candidato del patto civico del centrosinistra alla poltrona di governatore. A sfidarsi sono, nell’ordine in cui compaiono sulla scheda elettorale, Umberto Ambrosoli, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Una corsa a tre resa ancora più significativa dal fatto che, nella regione con il Pil più alto d’Italia, il centrosinistra non governa da 17 anni.

Corsa a tre. Il favorito, almeno sulla carta, sembrerebbe Umberto Ambrosoli. Avvocato, 41 anni, è il figlio di Giorgio, l’”eroe borghese”, avvocato, ucciso nel 1979. Di area moderata, ha il sostegno di buona parte del Pd (nazionale e regionale). Per lui è arrivata la benedizione di Pier Luigi Bersani, di Matteo Renzi, del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e di altri primi cittadini dell’hinterland. Lotta all’illegalità, più controlli, maggiore trasparenza, sono tra gli obiettivi del suo eventuale mandato.
L’appoggio del segretario del Pd ad Ambrosoli non è piaciuto ad Alessandra Kustermann. Lei, 59 anni, prima donna primario della clinica Mangiagalli di Milano, è l’unica dei tre candidati ad essere iscritta al partito. Di più: per le primarie nazionali ha anche aderito a un comitato pro Bersani. A tifare per lei, comunque, c’è una parte del Pd. Insieme a liste civiche di area democratica, molti medici e tante donne. Nei primi cento giorni promette una “controriforma sanitaria”.
L’ultimo nome in lizza per aggiudicarsi la corsa del centrosinistra al Pirellone è Andrea Di Stefano. Giornalista, 48 anni, è direttore della rivista Valori e voce di Radio Popolare. Esperto di finanza etica e ambientalista convinto, ha il sostegno di buona parte di Sel (che, però, non si è schierata ufficialmente) e della sinistra radicale. Tra i “pilastri” della sua campagna c’è l’introduzione del reddito minimo garantito.

Come si vota. Dopo le consultazioni nazionali che hanno sancito la vittoria di Pier Luigi Bersani, per la sinistra lombarda è la terza chiamata alle urne in quattro settimane. Nella regione i seggi allestiti sono 1.033. Si può votare sabato 15 dicembre dalle 8 alle 20 nel proprio seggio di appartenenza (con la possibilità di chiedere una deroga entro le 20 di giovedì 13 per chi non potesse raggiungerlo). A differenza delle consultazioni nazionali, non sono previsti ballottaggi e possono votare (senza registrarsi prima e versando almeno un euro) i residenti in Lombardia, anche stranieri, che abbiano compiuto 16 anni. “Speriamo di ottenere una partecipazione adeguata dei cittadini”, ha detto Roberto Rampi, organizzatore del comitato promotore delle primarie del Patto civico della Lombardia. Nella regione il primo turno delle primarie per il candidato premier aveva visto un’affluenza di 440mila persone, mentre al ballottaggio avevano votato in 398mila. “Andiamo a votare tutti insieme per decidere chi guiderà il cambiamento nella nostra Regione”, ha scritto Giuliano Pisapia su Facebook. E dopo aver ringraziato gli oltre 8mila volontari, ha concluso: “In fondo, noi abbiamo solo un piccolo compito, quello di esprimere la nostra preferenza. Buone primarie a tutti!”.

Il centrodestra. I tre aspiranti candidati del centrosinistra alla guida della Regione Lombardia non sanno ancora contro chi dovranno vedersela in caso di vittoria delle primarie civiche. Nel centrodestra, infatti, la situazione è incerta e condizionata anche da quanto accadrà a livello nazionale. Da giorni tiene banco l’ipotesi di un accordo tra Pdl e Lega sul nome di Roberto Maroni. La candidatura del segretario del Carroccio sembra vada bene a Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, però, in cambio chiede un’intesa tra i partiti a livello nazionale, con tutte le complicazione emerse nelle ultime ore. In attesa c’è Gabriele Albertini, sostenuto dal presidente Roberto Formigoni, che si dice pronto ad andare avanti da solo se il Pdl sosterrà Maroni. Altra opzione è un accordo tra i due partiti su un nome diverso: Mariastella Gelmini, Mario Mantovani e Viviana Beccalossi sembrano essere i favoriti. Pare poco probabile, invece, che il centrodestra decida di ricorrere alle primarie. Uno strumento ormai consolidato per il centrosinistra, che sceglierà in questo modo anche i suoi candidati per il Parlamento.

Primarie del M5S - Sul suo blog, Grillo ha annunciato invece i risultati delle primarie on line con le quali è stato scelto il candidato che correrà alle elezioni della Regione Lombardia. "Per la prima volta nelle elezioni regionali, in Lombardia, la portavoce di un movimento politico è stata eletta on line dagli iscritti - ha scritto il comico genovese - Si chiama Silvana Carcano, ha 41 anni, due figli, una laurea in Economia e Commercio".

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