Governo, aria di crisi: fiducia al Senato senza il Pdl

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Dopo le critiche del ministro Passera all'ipotesi di una candidatura di Berlusconi, il Popolo della libertà non partecipa al voto sul decreto sviluppo ma garantisce il numero legale. Pd: "Monti salga al Quirinale". Schifani: "Informerò il Colle"

Aria di crisi sul governo Monti. Le parole di Corrado Passera, che ha criticato l'eventuale ritorno in campo di Silvio Berlusconi, scatenano l'ira del Pdl che non vota la fiducia al decreto Sviluppo al Senato, lascia l'aula e reclama le dimissioni del ministro dello Sviluppo. Il Popolo della Libertà non vota il decreto sviluppo al Senato e annuncia la stessa linea a Montecitorio (qui gli aggiornamenti). Il Pd chiede che il premier vada a riferire al Capo dello Stato e non è escluso nelle prossime ore un faccia a faccia al Colle tra Monti e Giorgio Napolitano, anche se al momento in agenda non è previsto alcun incontro. Il premier è però intervenuto intanto in difesa del suo governo che, dice, ha "lavorato sodo non solo in Italia" per mettere il nostro paese "in sicurezza e per evitare che dall'Italia si propagassero nuovi incendi all'Eurozona". E, sottolinea in un intervento video al congresso Pde a Bruxelles, "in buona misura ci siamo riusciti".

Voto alla Camera - Nel pomeriggio alla Camera dei deputati si voterà la fiducia sul provvedimento sui costi della politica. Un altro banco di prova per la tenuta del governo. Il Pdl, facendo seguito a quanto dichiarato al Senato, ha dato ai suoi deputati l'indicazione di astenersi. Non tutti i deputati, a quanto si apprende, rispetteranno le indicazioni dei vertici del gruppo. E proprio alla Camera alle ore 19 si dovrebbe svolgere un vertice tra il leader del Pd Bersani e Pier Ferdinando Casini.

Vertice a Palazzo Grazioli - Vertice a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi, tra il Cavaliere, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il coordinatore Ignazio La Russa. Presenti inoltre Denis Verdini, Altero Matteoli, Guido Crosetto e Gianni Letta.

Passera critica il ritorno di Berlusconi - Nella mattinata di giovedì 6 dicembre, in un'intervista televisiva, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha commentato la sortita del quattro volte premier affermando che è controproducente qualunque segnale che faccia pensare all'estero che l'Italia torni indietro. "Non posso entrare nelle dinamiche dei singoli partiti ma come Italia dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti. Tutto ciò che può fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro non è bene per l'Italia", ha detto Passera su Rai3.

Gasparri: "Astensione verso il governo" - La reazione del Pdl alle frasi del ministro, non si è fatta attendere. Il Popolo della libertà non ha partecipato al voto del Senato alla fiducia posta dal governo sul dl Sviluppo. Il testo è comunque passato con 127 sì,  17 no e 23 astenuti. I votanti sono stati 167, quindi una maggioranza risicata, dato che al voto non ha partecipato il Pdl, tranne pochi senatori entrati in aula per far raggiungere appunto il numero legale.
"Garantiremo comunque il numero legale", aveva annunciato Gasparri. "In questo modo il Pdl passa a una posizione di astensione verso il governo".
Tecnicamente l'astensione in Senato vale come voto contrario ma, uscendo dall'aula al momento del voto, il Pdl ha fatto abbassare il quorum consentendo al testo di passare.
"E' un fatto non indifferente, informerò il presidente della Repubblica", dice il presidente del Senato, Renato Schifani, nel chiudere i lavori dell'Aula fino a martedì prossimo, assicurando che per parte sua "non si sottrarrà sul da farsi" e informerà i senatori.

Il Pd: "Monti salga al Colle" - A sottolineare il livello di tensione raggiunto in Parlamento le dichiarazioni della capogruppo del Pd in Senato, Anna Finocchiaro, secondo la quale il presidente del Consiglio dovrà recarsi al Quirinale se il Pdl, che è il partito di maggioranza relativa, non parteciperà al voto di fiducia.
"In queste ore vediamo se si tratta di un'astensione da questo voto o di un'astensione politica. Non ho capito bene. Oggi incontreremo i nostri capigruppo e faremo il punto. Stasera sarà chiaro in un senso o l'altro" ha aggiunto il segretario Pd Pier Luigi Bersani (VIDEO). "Il Pdl ha trasferito la confusione dentro di se ad una confusione di sistema e questo rischia di tradursi in non affidabilità per il Paese". E ha poi sottolineato: "Noi siamo gente seria e siamo per sostenere il governo Monti fino alla scadenza naturale della legislatura. Ma se c'è o meno una maggioranza non è una domanda fare a me ma al Pdl".

Incertezza sui mercati -  Sui mercati finanziari le turbolenze politiche hanno un immediato effetto negativo sui nostri BTP, lo spread si allarga in modo netto mentre Piazza Affari  gira in negativo (qui l'aggiornamento in tempo reale)

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