Grillo e le sue Parlamentarie sulla "graticola" on line

1' di lettura

La consultazione sul web per la scelta dei candidati al Parlamento del M5S suscita discussioni e anche ironie su Internet. E qualcuno si chiede se possano diventare un boomerang per il movimento del comico genovese.

di Raffaele Mastrolonardo

Dovevano essere l'ultima conferma della diversità del Movimento 5 Stelle rispetto agli altri partiti: aggiramento del Porcellum, selezione dei candidati dal basso, procedure online per innovare ulteriormente la politica italiana. Invece, almeno ad osservare le reazioni in Rete di questi giorni, le cosiddette "parlamentarie" si stanno rivelando più problematiche del previsto per Beppe Grillo e la sua creatura politica. Polemiche sulla trasparenza del meccanismo di voto, problemi tecnici e, soprattutto, quella marea di video dei candidati che sembra fatta apposta per suscitare l'ironia degli utenti del Web che, insieme a diversi commentatori dei media tradizionali, ora mettono Grillo sulla "graticola" (così come ha fatto in Lombardia il M5S per la scelta dei propri candidati).

Le candidature - A scatenare la reazione ironica degli utenti della Rete sono stati in primo luogo i video di auto-presentazione degli aspiranti parlamentari. Centinaia di clip, molte delle quali naif, dove abbondano inquadrature sbagliate, audio non sempre comprensibili e virtuosismi visivi per lo più poco riusciti. Il sito di Pubblico, quotidiano diretto da Luca Telese (che ha lasciato il Fatto Quotidiano anche per disaccordi sulla linea del giornale rispetto al M5S) ha prontamente realizzato un'antologia dei video-manifesti più improbabili.
Da parte sua, il giornalista e blogger Fabio Chiusi ha messo in piedi un Tumblr per tenere traccia della pubblicazione di queste testimoniane politiche, dicendosi convinto che la loro visione "valga più di qualunque editoriale". Un parere condiviso da Diego Bianchi, in arte Zoro, che ha ammonito, giocosamente, sul rischio dipendenza che si corre a guardare questi micro-comizi su YouTube.

Le "presenziarie" - Intanto, sullo stesso registro, altri utenti di Twitter si sono chiesti se "gli eliminati dalle #parlamentarie potranno in alternativa partecipare alla Corrida" e hanno accusato ironicamente il comico genovese di "plagiare" la Candid Camera. Persino il collettivo Wu Ming ha pensato di ricalcare le procedure delle "parlamentarie" per fare accedere le persone alla presentazione del saggio "Un Grillo qualunque" di Giuliano Santoro sul fenomeno M5S. "Chi vuole venire - si legge nell'invito online sul sito del progetto - carichi un video su YouTube dove spiega perchè la sua presenza sarebbe un valore aggiunto, e i giapster potranno votarlo come presenziante. Fino ad ora il popolo non poteva decidere chi andava alle presentazioni dei libri, ma adesso grazie alla Rete ci sono le "presenziarie", un grande esempio di democrazia diretta che grazie alla Rete manderemo a casa tutta la casta che ci dissanguano a noi giovani della Rete finalmente".

La trasparenza - Su un piano più serio per quanto riguarda la correttezza del processo, le "parlamentarie" hanno sollevato critiche e polemiche sulla trasparenza e la sicurezza delle procedure online. Su questo tema, grande diffusione in Rete hanno ricevuto 20 domande rivolte a Grillo e Casaleggio che interrogano i leader del movimento su alcune questioni sensibili, dalla localizzazione del server su cui vengono registrate le informazioni, alle procedure di accesso a queste informazioni, passando per i verbali delle votazioni, fino alle regole per la risoluzione di eventuali contestazioni e ricorsi. Secondo una ricostruzione, le questioni sarebbero comparse il 30 novembre sulla pagina Facebook di Federica Salsi, una delle "ribelli" del M5S. Repubblica ha individuato l'autore in Fulvio Biagini, da poco iscritto al M5S e amico di Valentino Tavolazzi, esponente della prima ora poi espulso che ha pesantemente criticato la gestione delle selezioni online. Al di là delle polemiche interne al movimento, i problemi posti da Biagini sembrano comunque reali, almeno secondo il sito di Wired. L'esperimento - si legge in un articolo - "è ìinteressante dal punto di vista della partecipazione digitale ma viziato da una ìtotale assenza di trasparenza". A cominciare da quei "soggetti non esplicitati che si presume stiano vigilando sul corretto svolgimento delle operazioni" ma senza che sia specificato come lasciando così spazio a vari interrogativi: "Ancora una volta, in che modo? Come verrà certificata l'operazione a quel mondo esterno che è già stato estromesso?".

La caduta digitale del "capo"? - Insomma, tra sberleffi virtuali, accuse di opacità e problemi tecnici, le "parlamentarie" - che avrebbero dovuto consacrare l'alterità del M5S dagli altri partiti - rischiano di trasformarsi in un boomerang per Grillo. A dirlo è il quotidiano Il Foglio che si spinge  a ipotizzare che questo episodio segni la caduta del comico dal "piedistallo" del Web. Il dubbio insinuato dal quotidiano diretto da Giuliano Ferrara è che i meccanismi della Rete che finora lo showman e il suo guru Gianroberto Casaleggio hanno sfruttato magistralmente si siano, per la prima volta, rivoltati contro. Insomma, gli sberleffi virtuali di questi giorni potrebbero essere l'anticipazione di un declino che tuttavia, almeno fino a qualche giorno fa, i sondaggi non rilevavano.

Leggi tutto