Bersani: "Pdl dica cosa vuole fare sulla legge elettorale"

1' di lettura

Il segretario del Pd, da Tripoli, si rivolge al Popolo della Libertà: "Ci facciano sapere cosa pensano perché non lo sappiamo più". E sull'ipotesi di un ritorno in campo di Berlusconi: "Pronto alla sfida, non vedo l'ora"

"Auguri, se sarà sfida, la faremo. Non vedo l'ora". Così Pierluigi Bersani, a Tripoli per una serie di incontri politici, risponde su una eventuale candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni.  Poi a proposito del risultato alle primarie e del 40% ottenuto dal sindaco di Firenze:  "Quello che abbiamo fatto non l'abbiamo fatto io e Renzi, non sono voti di Renzi o Bersani.Ticket? Non abbiamo il duopolio, io non pretendo il monopolio ma siamo un collettivo aperto e plurale, discutiamo insieme e poi siamo uno squadrone che vuole servire il Paese".

Elezioni, "meglio tenere separate politiche e regionali" -Da Bersani anche un commento sull’ipotesi di un election day in febbraio che unisca regionali e politiche. "Ho sempre pensato che sia sensato tenere separate le elezioni regionali e politiche. Dopo di che voglio capire se Alfano e Berlusconi vogliono e come le elezioni politiche a febbraio. Parlare di election day senza capire cosa significa è difficile".
E sulla riforma della legge elettorale: è "il tema più importante di  questo momento in relazione allo sfaldamento del centrodestra - afferma Bersani - e ne approfitto per dire, e mi dispiace doverlo affermare fuori dall'Italia, che se, domani credo, il centrodestra, il Pdl avrà un incontro per decidere il suo atteggiamento politico, per  favore ci faccia sapere cosa pensa esattamente sul piano politico della legge elettorale perché francamente non lo sappiamo più".

Calderoli: "Di tutto per approvazione della legge elettorale" - Sullo stallo delle trattative per cambiare la legge elettorale interviene anche il senatore leghista Roberto Calderoli, autore dell'ultima bozza di riforma: "Posso salvare un ferito ma non resuscitare un morto. Ho fatto di tutto perché si arrivasse ad un'approvazione della nuova legge elettorale ma a questo punto mi rendo conto di essere rimasto da solo e pertanto rinuncio all'accanimento terapeutico". Le parole di Calderoli seguono la nuova proposta del Pdl su un premietto fisso di 50 seggi che di fatto affossa la mediazione sui premi variabili messa in campo proprio da Calderoli.

Quagliarello (Pdl): "Non credo si possa ritoccare la soglia del premio" - "Ci siamo spinti a tal punto che far saltare un accordo per 3-4 seggi in più o in meno sarebbe francamente il colmo", spiega invece il vicepresidente Pdl Gaetano Quagliariello. E a chi gli chiede se è disposto a ritoccare in alto la soglia del premietto venendo incontro al Pd che ha già bocciato la sua proposta, risponde: "Non credo".

Leggi tutto