Ilva, Monti: "Tutelare ambiente e lavoro". Scontri a Genova

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Lungo vertice tra governo, sindacati e azienda per sbloccare la situazione dell'acciaiera di Taranto. Venerdì il decreto in Cdm. Proteste degli operai a Montecitorio e nel capoluogo ligure, dove ci sono stati tafferugli con la polizia: un ferito

L'Autorizzazione integrata ambientale con forza di legge, la ripresa dell'attività produttiva e  commerciale dell'Ilva, la sospensione dei provvedimenti di sequestro incompatibili con l'Aia, un garante per vigilare sull'attuazione del decreto legge e la responsabilità e gestione dello stabilimento in capo all'Ilva. Sono i punti principali del decreto legge che il governo sta mettendo a punto per portarlo nel Consiglio dei ministri di domani venerdì 30 novembre.

Sul testo per salvare l'Ilva è intervenuto al Senato anche il ministro dell'Ambiente Corrado Clini,che ha dichiarato: "Stiamo lavorando perché venga applicata l'Aia, ma anche perché venga rispettata la legge in tutto il nostro Paese e si evitino precedenti per situazioni difficilmente controllabili e gestibili". E in caso di controversie, ha aggiunto, "siamo pronti ad affrontare, eventualmente, un confronto con interpretazioni diverse che abbia come sede la Corte costituzionale".

Il decreto del governo - Il provvedimento del governo terrà conto delle osservazioni emerse nell'incontro a Palazzo Chigi con le parti sociali, l'azienda e gli enti locali. Nell'ultima bozza in circolazione è previsto che l'Aia sia parte integrante del decreto legge. Per vigilare sull'attuazione del decreto sarà nominato un garante che si avvarrà dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e consulterà un comitato dei lavoratori dello stabilimento di Taranto, in cui sono rappresentate tutte le aree produttive. Fra i cinque punti al momento previsti nella bozza, uno stabilisce che dal via libera al decreto legge, i provvedimenti di sequestro incompatibili con l'attuazione dell'Aia "perdono efficacia".  Il provvedimento, inoltre, autorizza la prosecuzione dell'attività produttiva e commerciale per il periodo di validità dell'Aia stessa, salvo inosservanze all'autorizzazione integrata ambientale. La gestione e la responsabilità degli impianti resta in campo all'Ilva.

Il vertice a Palazzo Chigi - All'incontro che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 29 novembre, il premier Mario Monti ha spiegato che non c'è ancora una 'bozza definitiva". Prima di varare il provvedimento, ha aggiunto, "abbiamo voluto sentire le parti" in modo che "domani finalizzeremo" il decreto che "sarà in sintonia con le esigenze qui rappresentate". Alla riunione, oltre al premier, hanno partecipato anche il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, quello dello Sviluppo Economico Corrado Passera, il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il responsabile della Salute Renato Balduzzi. Presenti anche il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola con il sindaco di Taranto e il presidente dell'omonima provincia, oltre ai rappresentanti sindacali.

Monti: "Tutelare occupazione, ambiente e legalità"
- "In passato non c'è stata grande armonia tra le istituzioni - ha detto Monti nel corso del tavolo - spero che non sia irrealistico sperare che da questa vicenda che ha disseminato morti, perdite enormi e dolore possa derivare un clima di fiducia". "Spesso - ha aggiunto - dal male nasce il bene". Monti ha inoltre sottolineato di non avere l'intenzione di andare contro le decisioni dei giudici. "Non è mia intenzione né del governo trovarci in contrasto con la magistratura". E proprio per tutelare contemporaneamente le decisioni della magistratura, il livello occupazionale, l'ambiente e la produzione industriale c'è la necessità di "sentire tutti i punti di vista e le valutazioni" dei presenti alla riunione.

Vendola: "Non espropriare magistratura" - Da parte sua il governatore della Puglia Nichi Vendola ha sottolineato che il decreto predisposto dal governo per sbloccare la situazione dell'Ilva "non può in alcun caso espropriare la Magistratura tarantina dei suoi poteri e delle sue prerogative". "La Magistratura tarantina - ha proseguito - ha posto il tema del primato del bene salute e qualunque intervento governativo e parlamentare non può che partire dal primato del bene salute che è stato lesionato dall'inquinamento industriale".

Ferrante: "Se chiude Taranto è la fine anche a Genova" - Se non riprende la produzione a Taranto il destino di tutti gli stabilimenti Ilva "e' segnato" ha dichiarato il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, al termine del vertice a Palazzo Chigi. "Genova può continuare a vivere ancora per una settimana; Novi Ligure per due settimane. Racconigi per tre settimane". Ma per Ferrante è "tutto l'indotto che può crollare", fornitori e clienti. "E' un sistema economico, una filiera legata all'acciaio che viene messa in forte crisi".

Le proteste degli operai, un ferito a Genova - Mentre nel palazzo del governo avveniva l'incontro, nella piazza di Montecitorio si svolgeva un presidio dei lavoratori dell'Ilva. Gli operai sono giunti davanti al Parlamento (FOTO) attraversando in corteo le strade della Capitale. Dopo qualche momento di tensione con i giornalisti il corteo, che era bloccato in Via del Corso, ha deviato per raggiungere la piazza antistante la Camera. Dai manifestanti slogan contro tutti i politici, definiti "assassini". Proteste anche a Genova, dove si trova un altro stabilimento dell'industria siderurgica. Qui un centinaio di operai ha bloccato il traffico nel centro della città, invadendo la rotatoria di piazza Corvetto, di fronte alla prefettura. Alcuni operai hanno tentato di forzare ed occupare la prefettura ma sono stati respinti dalle forze dell'ordine. Un operaio è stato ferito alla testa ed è dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. La polizia municipale ha deviato il traffico nelle vie limitrofe.

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