Bersani-Renzi: scintille su lotta all'evasione e alleanze

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Il sindaco di Firenze attacca in tema di fisco: "Un po' di responsabilità ce l'abbiamo anche noi: gli strumenti usati finora non sono stati all'altezza". Il segretario Pd: "Equitalia non l'abbiamo inventata noi". Scontro anche sull'accordo con Casini

Sorrisi, strette di mano, cravatta rossa scaramantica per Bersani, la solita camicia bianca senza giacca per Renzi. Comincia in un clima cordiale e si scalda sul tema della lotta all’evasione fiscale il confronto tra il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, andato in onda su Rai Uno, in vista del ballottaggio di domenica 2 dicembre per le primarie del centrosinistra.

Lo scontro sulla lotta all'evasione - "Si paga molto perché non si paga tutti. O decidiamo di combattere l'evasione o facciamo finta, dobbiamo abituarci a usare meno il contante. E poi serve la tracciabilità dei movimenti bancari, le agenzie del fisco più amichevoli con chi paga le tasse. Bisogna attaccare a livello europeo e internazionale i paradisi fiscali" dice Pier Luigi Bersani, illustrando le sue ricette per combattere l'evasione fiscale.  Subito dopo l’affondo di Renzi: "Un po' di responsabilità" sulla mancata lotta all’evasione "ce l’abbiamo anche noi del centrosinistra - attaccail sindaco di Firenze – avevo i pantaloni corti quando già si parlava di lotta all’evasione". "Bisogna avere il coraggio di dire che gli strumenti non sono stati all'altezza - continua - Equitalia è un modello forte con i deboli, ma i soldi non li prendiamo. Ce la siamo presa con il piccolo ma non siamo andati a prendere i grossi".
Dura la replica di Bersani: "Equitalia non l'abbiamo inventata noi, nonostante quel che dice Matteo. Stiamo cercando di migliorarla". Ma Renzi ha avuto l'ultima parola: "Non ho mai detto che l'abbiamo inventata noi, ma che il nostro governo con te e Visco le ha dato i poteri". Bersani ha risposto anche alle critiche di Renzi sul mancato accordo fiscale con la Svizzera, per tassare i capitali esportati: "Capisco che c'è chi vuole un passerotto in mano piuttosto  che un tacchino sul tetto, ma se le cose restano così è un condono. Se non cambia è un condono".

Legalità, clientelismo: il nodo del Mezzogiorno - Altro tema caldo quello del Mezzogiorno. Da una parte la battaglia della legalità, dall'altra quella contro una mentalità considerata clientelare. "La lotta della legalità è un grande problema nazionale; al Sud la criminalità occupa il territorio, al Nord investe e si inserisce nell'economia reale. E' la più grande industria nel Paese e non possiamo far spallucce e girarci dall'altra parte", ha detto il segretario del Pd. "Non c'è un problema Sud, c'è un problema Italia. I temi al centro delle primarie non servono al Sud, servono al Paese", ha detto invece Renzi. "Il Sud è il luogo in cui si gioca la nostra sfida. Dobbiamo riuscire a liberarlo dalle raccomandazioni, a spendere bene i soldi o non andremo da nessuna parte. "Non ho preso molti voti al Sud - ha aggiunto il sindaco di Firenze - ma sono contento di perdere le primarie se non riesco a far capire che è venuto il momento della scossa. O il Sud cambia ed esce da questa logica di raccomandazione o non si va da nessuna parte".

Bersani sulle alleanze: "Non possiamo chiuderci". Renzi: "No a inciuci"
- Nel corso del confronto, spazio anche alle domande dei sostenitori dei candidati. Una sostenitrice di Renzi ha chiesto a Bersani se ritenga necessaria l'alleanza con l'Udc di Casini e l'Idv di Di Pietro. "Se si allude alle alleanze come possono delinearsi ora senza sapere la nuova legge elettorale, ribadisco che noi organizziamo il campo dei progressisti e del civismo, dopodiché l'area dei progressisti si deve aprire a formazioni di centro democratiche che rifiutano revival di berlusconiani e leghisti" ha risposto Bersani. "Sarà un'alleanza? Non lo so, se c'è una convergenza programmatica siamo pronti a verificarlo. Davanti al populismo di destra non possiamo chiuderci" ha concluso.
"Credo che non dovremmo fare l'accordo con Pier Ferdinando Casini. Vendola chiede a Bersani qualcosa che profuma di sinistra, questa ipotesi profuma molto di inciucio...", ha tagliato corto invece Renzi. "Abbiamo già dato. Casini è rispettabilissimo", ha assicurato, ma non si può dire "facciamo un'alleanza con i moderati perché Casini vada in franchising a prenderci i voti dei moderati".  "Sei sicuro che riusciamo a tenere tutte le anime insieme? La nostra preoccupazione è finire come l'Unione del 2008" ha detto ancora Renzi. "Attenzione a non usare l'argomento dell'avversaio", la secca replica del segretario.

Bersani chiede scusa a moglie e figlia. Renzi al fratello
- Tra le domande finali, anche a chi i candidati si sentissero di chiedere scusa, per motivi privati o politici. "E' chiaro che viene in mente mia moglie e mia figlia per tutto il tempo che ho rubato a loro. Poi chiedo scusa al mio bravissimo parroco per lo sciopero dei chierichetti, era giusto farlo ma lui ci soffrì" la risposta di Pier Luigi Bersani. "Il primo pensiero va a moglie e figli ma soprattutto a mio fratello, laureato 110 e lode in medicina, ma ha lasciato l'Italia perché ha detto che se faceva il medico a Firenze si dirà che sono il fratello del sindaco" ha detto invece Renzi.

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