Monti: "Rifletterò sul mio contributo" nel futuro

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Il premier ha aggiunto di tenere "in massima considerazione le valutazioni del presidente Napolitano". E poi: “Un altro governo tecnico sarebbe una sconfitta”. La crisi in Europa? “Il peggio è passato”

“Rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa, in cui eventualmente io ritenga di poter dare il mio contributo per il miglior interesse dell’Italia”. Lo ha detto il premier Mario Monti a “Che tempo che fa”, la trasmissione di Fabio Fazio nella quale era ospite per presentare un libro sull’Europa. Rispondendo a una domanda sul suo futuro politico, il presidente del Consiglio ha continuato: “In che modo possa contribuire non so, rifletterò e sarà decisione mia se accettare di dare un contributo”. Il premier ha poi aggiunto di tenere “in massima considerazione i consigli e le valutazioni del presidente Napolitano”, il quale di recente ha dichiarato che “un senatore a vita non può essere il candidato di nessun partito”. Al capo dello Stato, ha detto Monti, “devo il grande privilegio di aver potuto servire l'Italia in un periodo particolarmente difficile”.

Il governo tecnico. Ancora, sul futuro politico dell’Italia, il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Ha ragione chi dice che un altro governo tecnico sarebbe una sconfitta”. Ma, ha aggiunto, “non è importante che ci sia questo o quel premier, ma che cambi la mentalità del Paese”. E sul suo governo: “Non è stato un esecutivo politico nella composizione, anche perché i partiti hanno declinato il mio invito a partecipare, ma la sua attività è schiettamente politica”.

La scuola. Il premier ha parlato anche del problema della scuola e dell’università. “Potrà essere risolto solo con gradualità. Ma servono risorse: in passato sono state dilapidate”, ha detto. E sugli studenti: “Fanno bene a manifestare il loro dissenso e lo hanno fatto in modo civile”.

L’Europa. Durante l’intervista si è affrontato anche il tema dell’Europa. “Nel marzo scorso eravamo in una situazione di grandissima incertezza su cosa sarebbe successo – ha detto Monti –. Da allora si è deciso che si possono fare interventi per stabilizzare l’Eurozona e c'è un patto europeo per la crescita più aperto di prima all'uso di investimenti pubblici. Tutto ciò ha dato luogo al calo dei tassi d’interesse e quindi lo strangolamento dei Paesi, tra cui l'Italia, si è allentato”. E sulla crisi in Europa, il premier ha concluso: “È sempre difficile dirlo, ma credo che il peggio sia passato”.

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