Napolitano: "Monti non può essere il candidato di nessuno"

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Monito a chi vorrebbe una discesa in campo del presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche. Il Professore "è senatore a vita. Dopo il voto i partiti possono coinvolgerlo". Poi la precisazione: "Il Colle non sponsorizza nessun governo"

Monti è senatore a vita. Non può essere il candidato di nessuno. Arriva da Parigi il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che chiarisce sul futuro del Professore alla luce delle prossime elezioni politiche. "Un senatore a vita non si può candidare al Parlamento perché già parlamentare. Non può essere il candidato di nessun partito". E aggiunge: "Non è particolare da poco e qualche volte si dimentica". Ciò, però, non esclude che dopo il voto i partiti possano coinvolgere l'attuale presidente del Consiglio. "Ha un suo studio a Palazzo Giustiniani - precisa il capo dello Stato - dove potrà ricevere chiunque, dopo le elezioni, volesse chiedergli un parere, un contributo, o un impegno".

Dopo il voto i partiti possono coinvolgere Monti - "E' verissimo - prosegue il presidente della Repubblica - che ci sono alcune forze politiche o movimenti, non so come chiamarli perché la situazione oggi è fluida, che pensano che Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio, dopo il voto, in un governo politico e non più tecnico. E' un diritto o una facoltà che ha qualsiasi partito". Ma il capo dello Stato tiene a precisare quale potrebbe essere l'iter più corretto: "Dopo le elezioni il mio successore alla presidenza della Repubblica (scade a maggio, infatti, il settennato del presidente, ndr) terrà le consultazioni e in quella sede ogni partito potrà esporre le sue preferenze e le sue proposte sulla personalità a cui conferire l'incarico".
"Bisognerà vedere che specie di governo si farà - aggiunge il presidente Napolitano - quali saranno i risultati del voto, altrimenti facciamo tutte ipotesi campate in aria".

Il Quirinale non sponsorizza alcun governo -  In una successiva nota, il Quirinale ha chiarito che "il presidente della Repubblica non sponsorizza alcuna soluzione di governo per il dopo elezioni. Ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obbiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porrà una volta concluso il confronto elettorale nel rapporto tra le forze politiche e il nuovo capo dello Stato".
E' stato lo stesso Napolitano a nominare Monti senatore a vita poco prima di conferirgli l'incarico per formare il governo poco più di un anno fa. In queste ultime settimane Monti - che secondo molti analisti è riuscito con il suo esecutivo a restituire all'Italia, attanagliata dalla crisi del debito, uno standing internazionale e una buona credibilità in Europa - è stato più volte invitato da esponenti politici che convergono verso il centro, da Luca Cordero di Montezemolo ad Andrea Riccardi, a scendere in campo capitanando una sua lista alle prossime elezioni.

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