Monti precisa: “I governi che verranno faranno meglio di me”

1' di lettura

Il premier, dopo le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni in Kuwait (“non garantisco sul futuro), aggiusta il tiro: “Sono sicuro che chi verrà farà progredire l’economia”. Il presidente Napolitano: "Segnato un cammino da cui è bene non discostarsi"

Dopo le polemiche per quel "non garantisco sul futuro" pronunciato domenica 18 novembre dal Kuwait, Mario Monti ha rassicurato i partner internazionali sulle prospettive politiche in Italia dal 2013. "Anche dopo le elezioni sono certo che i governi che verranno opereranno nel senso del risanamento e delle riforme", ha detto il presidente del Consiglio durante la sua visita in Qatar. "Sono certo che qualunque cosa accada nel futuro ci saranno governi responsabili che faranno ancora meglio per far progredire l'economia italiana", ha insistito.

E che dall'eredità di Monti nessuno possa prescindere lo ha ribadito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Vedremo e cercheremo la soluzione più idonea per governare stabilmente il Paese mettendo a frutto il lavoro del governo Monti", ha detto, l'attuale governo ha "segnato un cammino da cui è importante non discostarsi". Dunque, ha chiarito, "mi pare che questo sia un elemento che possa dare fiducia e tranquillità ai nostri amici per il futuro dell'Italia". Il Capo dello Stato ha comunque sottolineato che sul futuro decideranno i cittadini. "Quando ci sono elezioni libere nessuno può prevedere il risultato. C'è sempre un certo grado di rischio quando si vota, vogliamo per questo non votare? O per essere tranquilli vogliamo scrivere a tavolino il risultato delle elezioni? Vedremo come si esprimeranno i cittadini".

La correzione di tiro fatta da Monti in Qatar dovrebbe smorzare le polemiche sollevate dalle parole del premier. L'opposizione aveva attaccato apertamente Monti, ma anche dalla maggioranza era trapelata una certa irritazione da cui non è estraneo il particolare momento politico. Da tempo ormai si moltiplicano le congetture sul futuro politico di Monti e il lancio sabato del movimento di Luca di Montezemolo ha riacceso il dibattito. Se il premier volesse scendere in campo troverebbe porte spalancate sia nella lista del presidente della Ferrari sia con l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Dietro quelle dichiarazioni "c'è tutta l'albagia del tecnocrate che, giorno dopo giorno, nonostante le solenni smentite, prende gusto alla politica fino al punto di non volerla lasciare più", ha spiegato dal Pdl Sandro Bondi. In casa Pd, Pier Luigi Bersani è sembrato voler credere alla buona fede di Monti: "E' stato frainteso, sono convinto che sia stato frainteso", ha detto il leader del Pd prima ancora che Monti precisasse da Doha. "Auspico un Monti-bis, spero che l'Italia continui a essere affidata a mani capaci, a una persona seria", ha invece ribadito Casini.

Leggi tutto