Palazzo Chigi: senza rigore non ci sarebbe più l'Eurozona

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Il sito del governo pubblica il bilancio dopo un anno di attività: senza le profonde trasformazioni intraprese, l'Italia poteva mettere a rischio la stabilità finanziaria europea. "Sacrifici accettati perché non sono state alimentate illusioni"

"Forse oggi, senza le politiche di rigore messe in atto dall'esecutivo non ci sarebbe più l'Eurozona. O sarebbe notevolmente ristretta come dimensione geografica, senza quello che l'Italia, con uno sforzo collettivo di cui non si ricordano molti precedenti nella storia repubblicana, è riuscita a compiere". E' questo il bilancio di un anno di governo Monti che si può leggere in un documento di 17 pagine pubblicato sul sito di Palazzo Chigi e che ripercorre le tappe fondamentali degli ultimi dodici mesi.

Italia portata fuori dalla palude - "Un anno in cui -  si legge ancora nell'introduzione al documento pubblicato dal governo - l'Italia con l'Europa ha ritrovato un legame che sembrava perso. L'Italia, Paese fondatore dell'Unione e tradizionalmente sostenitore del metodo comunitario, è tornata ad essere infatti partner attivo e propositivo, protagonista delle scelte strategiche e nelle concrete decisioni operative". Dopo l'introduzione, in cui si rivendicano le misure messe in campo per portare l'Italia fuori dalla "palude" , il documento si suddivide in cinque capitoli: Credibilità, Coesione, Responsabilità, Legalità, Visione.

Italia rischiava di cambiare lo scenario europeo - "In un anno l'Italia ha intrapreso profonde trasformazioni - prosegue il documento - Questo governo è nato sull'onda dell'emergenza, trovandosi di fronte ad un bivio drammatico: lasciare affondare il Paese o sforzarsi di uscire dalla palude. Tra questi due estremi il primo passo è stato compiuto ed è quello del risanamento che era condizione preliminare per ogni altro obiettivo e anche necessario a evitare che l'Italia, per la sua dimensione, non determinasse un cambiamento dello scenario europeo, e forse mondiale, degli avvenimenti economici e finanziari". Nella valutazione si sottolinea che poteva essere fatto di più e che forse sono stati commessi errori. "Certamente sarebbe stato necessario fare di più - si legge - e forse alcuni errori sono stati commessi, ma l'impianto delle riforme necessario ad uscire dalla fase di emergenza è stato condiviso dalla 'strana maggioranza' che ha appoggiato l'esecutivo".

Sacrifici accettati perché non sono state alimentate illusioni - Secondo l'analisi fatta da Palazzo Chigi, i sacrifici chiesti ai cittadini sono stati accettati perché non sono state alimentate illusioni. "Sono stati richiesti sacrifici, anche pesanti - si legge - Ma questi sono stati recepiti proprio per il momento drammatico che l'Italia ha attraversato. Solo un consapevole e trasparente senso della realtà può dare speranza e fiducia per l'avvenire. Prova ne è stata il pagamento dell'IMU, una tassa certamente non gradita, ma che è stata pagata da tutti indistintamente, raggiungendo gli obiettivi che il governo si era prefisso. O come la spending review che è stata messa in atto non solo per risparmiare sull'ingente spesa pubblica, che non era stata mai aggredita seriamente, ma soprattutto per rendere più efficienti i servizi offerti ai cittadini".  Infine, "la macchina dello Stato - per Palazzo Chigi - deve diventare più efficiente, più trasparente e più capace di ascoltare e soddisfare i bisogni dei cittadini".

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