Election day, Alfano e Bersani restano divisi

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Il segretario del Pdl chiede una data unica per regionali e politiche. Quello del Pd si dice contrario: "Dobbiamo evitare una crisi di governo". Ma sul Monti bis concordano: “Non scommettiamo un centesimo”. Casini: "Mai dire mai" (VIDEO)

Elezioni regionali e politiche. Ma anche Monti bis. E' ancora divisione tra i principali partiti, sia sul futuro del governo tecnico sia sulla data del voto. Da una parte Pdl e Udc che chiedono l'election day a febbraio, dall'altra il Pd che si oppone ad accorpare le consultazioni (VIDEO). Su una cosa, però, Alfano e Bersani sono d'accordo: "Non scommettiamo un centesimo sul Monti-bis". Questi i temi principali affrontati dal segretario del Popolo della Libertà, il leader del Pd e Pierferdinando Casini nel corso della tavola rotonda all'assemblea nazionale della Confederazione nazionale degli artigiani (Cna), moderata dal direttore di SkyTG24 Sarah Varetto.

Election day - Angelino Alfano non arretra e chiede di votare insieme sia per le elezioni regionali (le consultazioni in Lazio, Lombardia, Molise sarebbero previste il 10 e 11 febbraio) e le politiche di aprile. D'accordo il segretario dell'Udc, favorevole ad andare a elezioni anticipate tra due mesi piuttosto che arrivare alla scadenza naturale della legislatura. Si oppone, invece, il leader del Pd Pier Luigi Bersani che si dice assolutamente contrario a votare assieme per le politiche e le regionali: "La data delle regionali è dovuta, legge alla mano".

No al Monti-bis - Quanto al futuro dell'attuale ampia maggioranza che sostiene il governo dei tecnici sia il segretario del Pdl Angelino Alfano sia il segretario del Pd Pier Luigi Bersani sono d'accordo nell'affermare che i due partiti hanno visioni troppo diverse tra loro. Insomma "Non scommetterei neanche un centesimo" sull'ipotesi di un Monti Bis dice Alngelino Alfano (VIDEO). E aggiunge: "Le nostre posizioni sono diverse da quelle di Bersani e siamo contenti della nostra diversità". Sorride il leader del Pd: "Sono d'accordo. Risparmierei anche io quel centesimo". Prende invece le distanze dai due il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: "Nella vita mai dire mai" dichiara.

Legge elettorale - Altro nodo affrontato dai tre leader di partito è quello della legge elettorale. "Se non si fa una legge elettorale che garantisce la governabilità rischiamo di mettere il paese in una situazione molto ma molto complicata. Il rischio in questo mare di rabbia è che andiamo incontro ad uno tsunami". E' la previsione che Pier Luigi Bersani. Secondo il segretario del Pd il rischio che la sera delle elezioni non ci sia un vincitore chiaro porterà "ad una frammentazione e al voto dopo sei mesi".
"Al di là della disputa sulla data delle elezioni, ma se si sfasano le regionali e le politiche
abbiamo 5 mesi di campagna elettorale con la paralisi dell'azione del governo. Io credo che fare una legge elettorale e andare subito al voto è un vantaggio per tutti" sostiene Casini.

Crisi di governo - Prima della tavola rotonda Bersani e Alfano si sono incalzati a vicenda sul tema crisi di governo. "Crisi? Spero di no e credo proprio di no" aveva dichiarato il leader del Pd a proposito delle indiscrezioni secondo le quali il Pdl starebbe ragionando sulla possibilità di 'staccare la spina' al governo Monti. Immediata la risposta di Alfano: "Sulla crisi di governo molto dipende da Bersani. Se lui insiste a imporre una tassa da 100 milioni di euro per un suo capriccio portando il Paese a votare per le elezioni regionali 25-27 giorni prima della presentazione delle liste per le elezioni politiche, noi non possiamo andare appresso a questo capriccio che coincide con una follia". (VIDEO)
Mercoledì 14 novembre diversi esponenti del Pdl avevano detto che se il governo non deciderà per l'election day, accorpando le elezioni politiche a quelle regionali in Lazio, Lombardia e Molise _ fissate per il 10 e 11 febbraio - il partito potrebbe ritirare
la fiducia al governo di Mario Monti.
Le elezioni politiche a scadenza naturale dovrebbero essere in aprile.

Napolitano: "Non taglio solo nastri" - Intanto, il capo dello Stato interpellato dai cronisti si trincera dietro un 'no comment'. "Non ne parlo ora", risponde. Ma durante gli Stati generali della Cultura sottolinea un inciso: "Io non invado campi altrui, ma non taglio solo nastri". Giorgio Napolitano fa un cenno anche al governo Monti su cui "non esito a esprimermi con spirito critico" ma non perdendo di vista quel che l'Italia deve al governo del presidente Monti per un recupero incontestabile di credibilità e di ruolo nel mondo". "Non si può giocare con il rischio di un fallimento dei conti dello Stato", ripete.

Di Pietro: "Serve un centrosinistra alternativo a Monti" - Sul tema è intervenuto, con una nota, anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Ha ragione Bersani - scrive - bisogna andare alle elezioni regionali al più presto e, quindi, chiediamo al governo di rispettare le decisioni della magistratura che, come nei casi del Lazio e del Molise, ha disposto l'immediata esecutorieta' delle sentenze. Ci auguriamo che, a partire proprio dalle prossime elezioni regionali del Lazio, della Lombardia e del Molise, si possa rilanciare la coalizione programmatica di un centrosinistra unito, in grado di superare le politiche ragionieristiche di Monti".

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