Regionali, scontro sul voto a febbraio in Lazio e Lombardia

1' di lettura

Alfano (Pdl) chiede un unico election day con le elezioni politiche di aprile: “Il governo rimedi a questo errore”. Bersani (Pd) lo attacca: “Faccia il suo lavoro, non quello di Napolitano”. Ma anche Fini e Casini sembrano contrari a votare tra due mesi

Dura polemica tra Pdl e Pd sulla decisione del governo di tenere le elezioni regionali in Lombardia, Molise e Lazio il 10 e 11 febbraio. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, si è scagliato contro la decisione e rilancia l'idea di un’unica tornata elettorale con le elezioni politiche a febbraio o ad aprile. Per il Pd invece votare in febbraio nel Lazio e in Lombardia è persino troppo tardi e conseguenza delle pratiche dilatorie dei rispettivi governatori. E il segretario democratico Pier Luigi Bersani risponde infatti piccato ad Alfano: "Non faccia il mestiere del presidente della Repubblica ma il suo lavoro". E all'obiezione sui costi di due diverse elezioni, il segretario del Pd aggiunge: "Alfano dica quanto costa tenere in piedi delle Regioni senza che facciano nulla".
Ma intanto anche Fini e Casini sarebbero contrari al voto a febbraio. I due, in un incontro nello studio del presidente della Camera, avrebbero espresso il rischio di una lunga campagna elettorale che potrebbe causare una paralisi all'attività parlamentare e di governo.

Alfano: "Il governo deve rimediare" - "Il governo rimedi ad un errore grossolano e madornale. Il Pdl non può dire di sì", ha detto Alfano, intervenendo al consiglio generale di Confcommercio. "Anticipiamo le elezioni politiche a febbraio o spostiamo le regionali ad aprile", ha aggiunto Alfano, chiedendo al governo di fare un passo indietro e indire un unico "election day". Alfano motiva la sua presa di posizione con l'eccessivo esborso per organizzare una duplice tornata elettorale e sostiene che il principale beneficiario di scrutini separati sarebbe il Pd di Pier Luigi Bersani. "In questo modo si condanna l'Italia a cinque mesi estenuanti di campagna elettorale - afferma Alfano - il governo non si può mettere in ginocchio ai piedi di Bersani. Si tratta di una tassa di 100 milioni di euro per anticipare di 50 giorni le elezioni proprio mentre in queste ore si fa fatica a trovare i soldi per gli alluvionati. Siamo in una fase di difficoltà e il Pdl non può dire di sì".

Letta (Pd): "E già tardi febbraio" - Ad Alfano ha replicato il vicesegretario del Pd Enrico Letta, secondo cui "è già troppo tardi votare a febbraio" in regioni le cui amministrazioni uscenti di centrodestra sono state travolte dagli scandali. "Il ricatto quindi semmai è quello dei presidenti di quelle Regioni che, a crisi aperta, tentavano di mantenere senza governo le loro amministrazioni", ha scritto Letta in una nota. 

Il dilemma dei sondaggi - Secondo i sondaggi nazionali, il Pdl è il terzo partito con poco più del 15% dei consensi, superato da M5S di Beppe Grillo con il 18-19% e il Pd, primo con circa il 30%.  Se nei prossimi mesi fosse confermata questa griglia, dicono diversi osservatori, il Pdl non trarrebbe beneficio da due elezioni a distanza ravvicinata, perché il trend negativo alle regionali renderebbe ancora più difficile risalire la china alle politiche.

Leggi tutto