Monti: "Meno attenzione alla leadership, più ai contenuti"

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Monito del presidente del Consiglio ai partiti. E aggiunge: "Gli italiani vogliono la verità e sono in grado di capirla". Pubblicata intanto una sua intervista rilasciata a settembre: "Se sarà necessario tornerò"

"Credo che sarebbe bene prestare meno attenzione a leadership ed organigrammi e più ai contenuti". Così il presidente del Consiglio Mario Monti in una telefonata nel corso dell'iniziativa "La società civile si incontra e propone", organizzata da Mario Baldassarri. Il premier rivolge così un monito ai partiti politici alle prese con la discussione sulla legge elettorale e le consultazioni delle primarie, che interessano sia il centrodestra sia il centrosinistra (LO SPECIALE). Monti pensa anche a chi verrà dopo lui e auspica che segua la strada del rigore, della crescita e dell'equità sociale, ovvero l'azione percorsa dal suo governo.

Monti: "Chi mi succederà segua la nostra via" - Parla infatti di "attività di governo iniziate, ma che raccomanderei, se mai mi venisse chiesto un parere, a chi mi succederà di sviluppare e di sviluppare molto meglio e in modo molto più profondo". Siamo praticamente al giro di boa dei 365 giorni a Palazzo Chigi (NEWS - FOTO) e l'occasione per uno "schizzo" che riassume l'attività del suo governo arriva a Monti dal convegno "La società civile si incontra e si propone".
"Ho fatto una scoperta positiva - aggiunge il premier - questa esperienza dura per chi governa e durissima per chi è stato governato: non è impossibile cercare di dire la verità agli italiani e che è possibile che la capiscano".

Monti: "Se necessario resterei"
- Un commento, quel "a chi mi succederà" che potrebbe far sospettare una sua definitiva uscita di scena dalla politica. Ma mentre il professore parla al convegno di Baldassari viene pubblicata una sua intervista rilasciata a settembre al trimestrale francese 'Politique Internationale' in cui il premier affermava che "nell'ipotesi in cui risultasse impossibile costituire una maggioranza, io ci sarò. E se sara' necessario continuerò". Con l'azione del suo esecutivo, aggiungeva,  "spero di aver contribuito a rendere gli italiani meno tolleranti rispetto a nepotismo, corruzione, e evasione fiscale", pratiche "indegne di un Paese sviluppato membro del G7".

Vigilare per attuare misure di crescita - "Adesso bisognerà vigilare e continuare a essere insistenti perché le diverse iniziative indicate vengano effettivamente realizzate" continua intanto a dire il premier nel suo intervento.
Il presidente del Consiglio torna poi a vantare il dna storicamente europeista del nostro Paese e i più recenti sforzi sul piano del risanamento e rileva che "questo ci dà modo di agire sempre più credibilmente nel contesto europeo perché l'Ue, con le sue politiche, si orienti in un senso che l'Italia contribuisce a definire e - sottolinea - non semplicemente a recepire".

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