Legge elettorale, Monti non esclude la riforma per decreto

Il presidente del Consiglio Mario Monti
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"Tecnicamente" il governo potrebbe intervenire per modificare il sistema di voto, ma è "auspicabile" che a farlo siano i partiti, dice il premier. E sulla legge di stabilità: "Modifiche seguite da Grilli in pieno consenso con me"

"Tecnicamente" il governo potrebbe intervenire per modificare la legge elettorale, ma è "auspicabile" che siano i partiti a cambiare l'attuale sistema di voto. Mario Monti, nella conferenza stampa a margine del vertice Asem di Vientiane (Laos), risponde così ai giornalisti che gli chiedono se sia ipotizzabile un provvedimento governativo su questo tema, rammaricandosi del fatto che i partiti non siano finora riusciti a tradurre gli "stimoli" del presidente della Repubblica in una nuova legge elettorale.

Sulle forze politiche che lo sostengono Monti poi, a proposito delle ultime fibrillazioni politiche, commenta che "si tratterebbe di una stranissima maggioranza se non dimostrasse sensibilità vive ed acute" con l'avvicinarsi delle elezioni. Il premier sottolinea inoltre che il governo non può "chiedere troppo" e dice di non essere per nulla "sconfortato".

Il presidente del Consiglio commenta inoltre l’iter della legge di stabilità. "La legge di stabilità è in buone mani: è stata seguita nella navigazione parlamentare, come è giusto che sia, dal ministro dell'Economia e Finanze Vittorio Grilli, in piena e frequente consultazione e in pieno consenso con me" spiega il premier, precisando di non ritenere necessario un incontro con i leader della maggioranza per mettere un punto alle modifiche della legge.

Da Monti anche un commento sulle presidenziali americane: "L'attenzione sui temi della finanza pubblica americana resterà grande chiunque vinca le elezioni" ha detto Monti  ricordando che, nonostante il dollaro continui ad essere una moneta di riserva e vi sia "una propensione nei portafogli internazionali pubblici e privati a tenere grandi quantità di debito pubblico", questo non significa che non possano "determinarsi, con una certa rapidità, mutazioni di composizione" negli stessi portafogli.

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