Incandidabilità: fuori dalle liste chi è condannato

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Cancellieri: "In settimana chiudiamo". Nel caso di sentenze definitive (compresi i patteggiamenti), divieto di assunzione di cariche per chiunque abbia riportato condanne a pene superiori ai due anni

Il testo sulla incandidabilità dei condannati con sentenza definitiva, annunciato nei giorni scorsi, "è quasi pronto". E ancora: "In settimana chiudiamo". Parola del ministro dell''Interno Anna Maria Cancellieri. Lo stop ai condannati in via definitiva per almeno 2 anni potrebbe arrivare già al prossimo Consiglio dei ministri, in ogni caso, la legge sarà "sicuramente pronta" in tempo utile per le prossime elezioni, rassicura il titolare del Viminale. "La prossima settimana - ha spiegato il ministro-  ci sarà un incontro con i colleghi Severino e Patroni Griffi per chiudere le ultime maglie del documento". L'intenzione, scrive la Stampa in edicola lunedì 5 novembre, "sarebbe addirittura di approvare il nuovo testo legislativo in tempo utile già per le elezioni regionali di Lazio e Lombardia". L'interdizione da qualsiasi carica elettiva sarà proporzionata alla pena; la durata, infatti, sarà pari al doppio della pena inflitta.

Condanne superiori a 2 anni - "Il dispositivo al quale si sta lavorando - spiega in una scheda il quotidiano diretto da Mario Calabresi - prevede l'incandidabilità per coloro che sono stati condannati in via definitiva, con una pena di almeno due anni, per i delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, concussione, corruzione e prevede altresì l'incandidabilità per 'altri delitti' per i quali la legge prevede una pena detentiva superiore, nel massimo, a tre anni".

Quanti sono i parlamentari sotto processo? - Il quotidiano la Repubblica in edicola lunedì 5 novembre prova a fare i conti. "L'ultima black list ne indica 26 di parlamentari comunque sotto il torchio della giustizia. - scrive Carmelo Lopapa - Su nessuno grava una condanna definitiva. A conti fatti, nella stagione di malapolitica 2008-2013, ad aver lasciato lo scranno del parlamento per una condanna definitiva per reati gravi sono stati soltanto due. l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro e il deputato del Pid Giuseppe Drago". Secondo Repubblica, inoltre, "gli inquisiti sono pronti a resistere". Nicola Cosentino, ad esempio "non intende rinunciare al suo posto in Parlamento (inchiesta per riciclaggio e concorso esterno, la Camera ha negato l'arresto)"; Marcello Dell'Utri "sta ancora valutando il da farsi" (ha in piedi un processo per concorso esterno mafioso dopo l'annullamento della Corte di Cassazione").

Più di 100 parlamentari condannati o indagati
- "Tra denunciati, sottoposti a richieste di rinvio a giudizio e condannati - alcuni in via definitiva - sono più di 100 i nostri parlamentari protagonisti di procure e tribunali" illustra la Stampa. Si tratta di oltre il 10% del totale.

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