Italia dei Valori nel caos: spunta l'asse Di Pietro-Grillo

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Polemiche nel partito dopo un'inchiesta della trasmissione Report. L'ex magistrato in un'intervista dà per morta la formazione poi precisa: "Non ammaino la bandiera". Il leader del M5S lo candida al Colle. Critico Donadi: "Basta figure carismatiche"

"Report" provoca nell'Idv lo stesso effetto di uno tsunami. Da domenica scorsa, infatti, da quando la trasmissione ha fatto i conti in tasca al leader Antonio Di Pietro, nulla è più come prima. Dopo un Ufficio di presidenza durato 48 ore, nel quale si fa autocritica e ci si prepara a una fase congressuale, oggi, giovedì 1 novembre, arrivano le "onde anomale". La prima, in ordine di tempo, è l'intervista di Di Pietro a Il Fatto Quotidiano in cui il leader dell'Idv dà per morto il partito e paventa il rischio di restare fuori del Parlamento alle prossime elezioni. E la seconda è quella che provoca Grillo lanciando dal suo blog l'dea di Di Pietro al Quirinale. "E' un uomo onesto", scrive il leader del M5S, "con la schiena dritta", che in questi ultimi anni "è stato l'unico in Parlamento a opporsi al berlusconismo" e pertanto è 'l'uomo giustò per diventare presidente della Repubblica.

Sul web si scatena la bagarre e dipietristi e grillini se le "suonano di santa ragione". Ma soprattutto si scavano "solchi" nell'Idv. Il primo a risentirsi è il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, da sempre il più critico con il lato movimentista di Di Pietro. Lui fa due piu due tra l'intervista del leader e la dichiarazione di Grillo e definisce una "presa in giro" la riunione fiume dell'ufficio di presidenza. Di Pietro, infatti, afferma Donadi, "con gesto assai poco nobile si era già cucito una tela per conto proprio". "Se la sua idea - aggiunge - è quella di uccidere l'Idv per andare con Grillo, bene, faccio i miei auguri a tutte e due" ma è chiaro che la storia "del 'partito di Antonio Di Pietro' finisce qui". Di Pietro, però, assicura che non ha alcuna intenzione di voler affondare il suo partito:"Non abbandonerò mai la nave IdV: rimarrò al suo comando fino alla fine, ovvero fino a quando non troveremo insieme una persona che lo farà con altrettanto amore e passione", dice in una lunga dichiarazione diffusa in serata. "L'IdV - aggiunge - continuerà ad esistere e lottare per le battaglie di legalità e democrazia. Nessuna intenzione di ammainare la bandiera".

Di Pietro, però, ufficializza la nuova rotta, che avvicina l'Idv alla flotta di Grillo. Lo fa rivolgendosi direttamente al leader del movimento cinque stelle: "Caro Beppe, hai visto che casino sta venendo fuori a seguito della mia intervista di questa mattina su Il Fatto Quotidiano? E, soprattutto, del tuo successivo post in cui hai affermato che mi vedresti bene a fare il Presidente della Repubblica? Troppa grazia Sant'Antonio, direbbe mia sorella Concetta. E non mi pare proprio il caso di insistere. Però, il tuo paradosso ha certamente colto nel segno, se è vero, come è vero, che si è scatenato il mondo intero contro di noi".

Ma nel suo partito, ormai, le voci critiche che non condividono le idee di Tonino non hanno paura di uscire allo scoperto. "Basta con i partiti dalle figure carismatiche", dice Donadi, che chiede di ricominciare con "persone magari non conosciute, ma che abbiano voglia di fare una vera politica per salvare il paese". "E' ora di cambiare leader", gli fa eco Pancho Pardi. E "basta anche con i parenti in politica". Il senatore assicura di essere sempre stato contrario anche all'ingresso del figlio e della moglie di Di Pietro. E di "averglielo sempre detto a Tonino". Non ha dubbi anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: "L'Idv ormai è morto", commenta a fine giornata. Molti altri parlamentari tra cui Borghesi e Zazzera si stringono, invece, intorno al leader.

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