Ddl anticorruzione approvato dalla Camera: è legge

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Con 480 sì, 19 contrari e 25 astenuti l'Aula ha dato il via libera al provvedimento su cui era stata concessa la fiducia il 30 ottobre. L'Idv ha votato contro. Il ministro Severino: "Norma su incandidabilità dei condannati in tempo per elezioni 2013"

L'aula della Camera ha definitivamente approvato il ddl anticorruzione su cui il 30 ottobre era stata concessa la fiducia. Il testo, che giungeva dal Senato, è ora legge.
I voti a favore sul disegno di legge sono stati 480, 19 i contrari, 25 gli astenuti.
Sul voto finale i consensi al testo sono stati certamente più alti di quelli sulla fiducia. Contro il ddl, infatti, hanno votato soltanto i deputati dell'Italia dei Valori. Hanno, invece, dato il loro consenso al provvedimento, a fronte del no sulla questione di fiducia, i deputati della Lega. "Piuttosto che niente è meglio il  piuttosto", ha detto, intervenendo in Aula, la deputata del Carroccio, Carolina Lussana.
Il provvedimento, che ridisegna la piramide dei reati di corruzione e traccia alcune regole per prevenirli nel corpo dello Stato, è considerato da Monti come un "passaggio importante per ridare competitività all'economia italiana".
La legge (QUI TUTTE LE MISURE) si divide in due parti: una che rivede fattispecie e sanzioni dei reati contro la pubblica amministrazione e un'altra che contiene misure di "prevenzione" della corruzione, attivando nuove procedure e controlli negli uffici.

Severino: "Norma su incandidabilità in tempo per elezioni 2013" - Il governo si impegna affinché la norma sulla incandidabilità dei condannati con sentenza definitiva sia approvata in tempo per le prossime elezioni. Lo assicura il ministro della Giustizia, Paola Severino, dopo l'approvazione del ddl anticorruzione. "Con i ministri Patroni Griffi e Cancellieri abbiamo ritenuto di poter rassicurare il Parlamento che da parte del governo ci sarà un immediato riempimento della delega in modo che il contenuto possa essere utilizzabile prima delle prossime elezioni".

Severino: "Nessun compromesso al ribasso" - "Si poteva fare di più? Mi sembra un ritornello. Si può sempre fare di più ma ciò non vuol dire che ci siano stati compromessi politici al ribasso. E' una cosa che non ho mai pensato ne' detto. In questo provvedimento si doveva regolamentare il fenomeno della corruzione" dice il ministro della Giustizia, Paola Severino, al termine del voto. "Su tutte le altre materie come falso in bilancio, prescrizione, voto di scambio e autoriciclaggio ho la massima intenzione di dare un contributo", spiega. Il ministro ha espresso comunque soddisfazione per l'esito del voto: "Sono molto soddisfatta i numeri della votazione dimostrano che c'è stata grande condivisione del progetto".

Di Pietro a Napolitano: "Rimandare la legge al Parlamento" - Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha "rivolto un accorato appello al Capo dello Stato, affinché rimandi la legge anticorruzione al Parlamento per la rilettura" (VIDEO). Per Di Pietro il testo della legge "è un raggiro per fini elettorali. Presidente, rimandi le misure in Parlamento affinché si assuma le proprie responsabilità con un vero provvedimento" di contrasto alla corruzione, piuttosto che varare un ddl "che nasconde le magagne sotto il tappeto".

Grasso: "Ddl è un successo, ma margini di miglioramento" - Il ddl anticorruzione, approvato dalla Camera, "è senza dubbio un successo" sebbene ci siano ulteriori margini di miglioramento per rendere ancora più incisiva la lotta alla corruzione. E' la posizione del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, intervenuto in audizione davanti alla Commissione antimafia del Parlamento europeo. A margine del suo intervento, Grasso ha sottolineato che l'approvazione del ddl "è un grosso risultato sotto il profilo dell'introduzione di nuove tipologie di reato, come la corruzione tra privati e il traffico di influenze, che prima non erano nel nostro ordinamento penale. Ed è un grosso risultato perché ha visto mettersi insieme tante forze politiche di diversa estrazione per approvare un testo condiviso".

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