Sicilia: Crocetta, il presidente che rompe gli schemi

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Classe 1951, il vincitore delle elezioni regionali è un politico di lungo corso: di sinistra, cattolico praticante, dichiaratamente gay. Da sindaco di Gela si è distinto per le sue battaglie antimafia. Vive da anni sotto scorta. LA SCHEDA

Rosario Crocetta, 61 anni, è il nuovo presidente della Regione siciliana eletto con il sostegno di Pd, Udc, Api e Psi. Politico di lungo corso con una carriera sempre di uomo di sinistra, cattolico praticante, Crocetta si è distinto in passato per le sue battaglie antimafia da sindaco di Gela e per avere fatto coming out dichiarando pubblicamente di essere gay. Proprio una sua dichiarazione su questo tema, all'inizio della campagna elettorale, aveva suscitato scalpore: "Se dovessi diventare presidente della Regione dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia, le siciliane e i siciliani", aveva dichiarato nel corso di un'intervista. "Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l'età per certe scorribande". Quello dell'omosessualità non è l'unico tabù infranto da Crocetta: "Non è mai accaduto in Sicilia - ha dichiarato a SkyTG24 subito dopo la sua vittoria - che un rappresentante del centrosinistra venisse eletto e che venisse eletto un presidente con una chiara opzione antimafia. Credo siano due elementi forti di cambiamento che dimostrano come nell'isola, come dice anche Camilleri, sia entrata aria nuova e pulita".

Nel mirino della mafia -
La lotta alla mafia è stato uno dei tratti distintivi dell'azione politica di Crocetta. Numerose le sue iniziative contro racket e usura, a cominciare dai protocolli di legalità adottati prima dal Comune di Gela e successivamente anche all'interno del polo petrolchimico. Più volte minacciato di morte dalle cosche, da diversi anni vive sotto scorta. Già nel 2003 la Stidda aveva deciso di eliminarlo, assoldando un killer lituano che avrebbe dovuto ucciderlo durante la processione dell'Immacolata. Nel 2006 altra condanna a morte, stavolta di Cosa Nostra: Crocetta aveva licenziato la moglie del boss Daniele Emmanuello, dipendente del Comune, respingendo anche la domanda per le case popolari presentata dai genitori del capomafia. Un "affronto" che il boss, poi ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia, non gli perdonò mai. L'ultimo progetto per uccidere Crocetta, sventato dalla polizia grazie alle rivelazioni di un pentito, risale al gennaio del 2010.

Dal Pci al Pd -
Il curriculum politico di Crocetta è quello di un "comunista vecchio stampo", come lui stesso si è definito ieri andando a votare nella scuola "Quasimodo" del quartiere Scavone di Gela, dove abita in una palazzina realizzata in cooperativa. Ha militato in passato nel Pci e successivamente nel partito della Rifondazione Comunista. Dal 1996 al 1998 è stato assessore alla cultura del Comune di Gela, nel '98 e' stato consigliere comunale sempre a Gela eletto con la Federazione dei Verdi; nel 2000 transita nel Partito dei comunisti italiani. Dal 2000 al 2001 e stato assessore alla Pubblica istruzione a Gela, dove nel 2003 viene eletto sindaco. Quattro anni dopo, nel 2007, è riconfermato con il 64,7% dei consensi. Nel 2008 aderisce al Partito democratico. Nelle lista del Pd viene eletto al parlamento europeo l'anno successivo e si dimette da sindaco di Gela. Nel 2012 viene nominato vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell'Unione europea

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