Monti: "Non abbiamo chiesto noi di stare al governo"

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Da Madrid il premier risponde a Berlusconi, che starebbe pensando di togliere la fiducia al governo: "Non si tratta di una minaccia, a noi non toglierebbe niente". E sul rialzo dello spread: "Non so se dipenda dalle parole del Cavaliere, ci rifletterò"

Minacce di ritiro della fiducia a questo governo non possono essere fatte, non perché non possa essere ritirata la fiducia al governo ma perché non lo vivremmo come una minaccia". Così il premier Monti ha commentato da Madrid (dove ha incontrato il premier spagnolo Rajoy), le parole di Silvio Berlusconi, che ha rivelato di star valutando l’ipotesi di togliere la fiducia al governo.
"Non posso chiamare minaccia - ha aggiunto Monti - una cosa che a noi, e penso di parlare anche a noi dei miei colleghi ministri, non toglierebbe niente, se non un'attività di governo che non è stata da noi ricercata". "Stiamo lavorando bene", "la cosa migliore è che noi continuiamo a fare il nostro lavoro" ha continuato ancora il presidente del Consiglio sull’ipotesi che Berlusconi "stacchi la spina" all’esecutivo.

"L'Italia non dimentica - qualche volta qualche italiano sì - di essere stata tra i padri fondatori dell'Europa" ha detto ancora Monti, in quella che è sembrata un'altra frecciata al Cavaliere. A chi poi domandava se il nuovo rialzo dello spread (risalito a 353 punti) fosse dovuta alle dichiarazioni dell'ex premier, Monti ha risposto: "Non ci avevo pensato, ora ci rifletterò". Riguardo al differenziale tra Btp e Bund  il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Siamo persuasi che l'attuale spread dell'Italia nei confronti titoli decennali tedeschi sia più alto quanto giustificato".

Sull'ipotesi di un supercommissario europeo, infine, Monti si è detto contrario, spiegando che, a suo parere, proponendo "sempre nuove prove di virtù fiscale" si rischia di "dare ai mercati, che sono un po' sempliciotti", l'impressione che gli strumenti che già esistono "non funzionano".

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