Sicilia, elezioni regionali: attesa per i risultati

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Urne chiuse nell'isola. Lo scrutinio inizierà lunedì 29 alle 8. Alle ore 19 di domenica 28 ha votato il 37,66% degli aventi diritto, pari a 1.750.074 elettori. Il voto è a turno unico, senza ballottaggio

Sicilia al voto per eleggere il nuovo governatore e i parlamentari dell'Assemblea regionale. I seggi si sono aperti alle 8 di domenica 28 ottobre e si sono chiusi alle 22. Le operazioni di scrutinio, invece, inizieranno alle 8 di lunedì 29 ottobre.
Alle ore 19, alla seconda rilevazione sull'affluenza, nei 390 comuni siciliani nei quali si vota, si è recato alle urne il 37,66% degli aventi diritto, pari a 1.750.074 elettori. Alla stessa ora, nel 2008, quando, però, si votò anche di lunedì e in contemporanea per la Camera e il Senato, la percentuale fu del 34,57%.
Complessivamente sono 5.307 sezioni in 390 comuni della nove province dell'isola: quasi 4 milioni e mezzo gli elettori. L'elezione è a turno unico senza ballottaggio. Sarà eletto presidente della Regione il candidato che otterrà il maggior numero di preferenze insieme ai 90 deputati regionali.

Astensionismo "osservato speciale" - Sono dieci i candidati in corsa per la presidenza della Regione, 1.629 quelli inseriti nelle 19 liste collegate, tra cui 32 inquisiti con diversi guai giudiziari. Alta la percentuale prevista di astensionismo, i sondaggi la danno tra i 44 e i 48 punti. Proprio gli indecisi potrebbero fare da ago della bilancia, tant'è che big e candidati, prima della giornata di silenzio, hanno fatto appello agli elettori perché si rechino alle urne, battendo il tasto sul "voto utile".

I dieci candidati - Tre dei dieci candidati si sono accreditati come possibili vincitori: Rosario Crocetta (Pd, Udc, Api e Psi), Nello Musumeci (Pdl, Pid e Ld) e Gianfranco Micciche' (Fli, Pds-Mpa, Gs e Mps). La vera incognita è rappresentata dal M5S che candida Giancarlo Cancelleri, sostenuto da Beppe Grillo che per diciassette giorni è stato in giro per la Sicilia riempiendo le piazze di migliaia di persone. Oltre all'astensionismo, l'altra variabile è il cosiddetto voto disgiunto, la possibilità per l'elettore di votare per una lista e contemporaneamente per il candidato governatore di un altro schieramento.
Per la sinistra, in campo c'è Giovanna Marano, sostenuta da Sel, Idv, Federazione della sinistra e Verdi, mentre Giacomo Di Leo è appoggiato dal partito comunista dei lavoratori. Gaspare Sturzo corre per la lista Italiani liberi e forti, Mariano Ferro per i “Forconi”, Cateno De Luca per la lista Rivoluzione Siciliana e Lucia Pinsone con Volontari per l'Italia.

Si chiude l'era Lombardo - Il voto fa calare il sipario su quattro anni di governo guidato da Raffaele Lombardo, trascorsi in una clima di perenne scontro politico, con partiti di maggioranza (Pdl e Pid) passati all'opposizione e partiti di minoranza (Pd) in appoggio all'esecutivo. La Regione chiuderà il 2012 con un debito di quasi 6 miliardi di euro, 100 mila precari e interi settori polveriera da riformare: dalle società controllate ai rifiuti, dai forestali alla macchina burocratica.
Il voto è stato anticipato a domenica dopo le dimissioni del governatore Raffaele Lombardo (Movimento per l'autonomia), indagato per voto di scambio con aggravante di mafia. A sua volta Lombardo aveva preso il posto di Totò Cuffaro (Udc), governatore dal 2001 al 2008, che sta scontando sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione del segreto istruttorio.

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