Lombardia, consiglieri si dimettono. Lazio, scontro sul voto

Regioni nel caos: da una parte Formigoni (Lombardia), dall'altra Polverini (Lazio)
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Il passo indietro dopo aver approvato la legge elettorale. A giorni lo scioglimento del Consiglio. Formigoni: “Elezioni tra il 16 dicembre e il 27 gennaio”. Penati: "Lascio la politica". Il governo in pressing sulla Polverini: “Votare al più presto”

Mentre nella Regione Lazio prosegue il braccio di ferro politico e istituzionale sulla data delle elezioni, in Lombardia arrivano le dimissioni dei consiglieri (74 su 80) che preannunciano lo scioglimento del Consiglio regionale.
La giornata cruciale per le sorti del Pirellone è iniziata con la discussione sulla legge elettorale, approvata nel primo pomeriggio di venerdì 26 ottobre con 75 sì e un solo no: tra le misure prese, c’è anche l’abolizione del listino. Subito dopo il via libera, i consiglieri regionali si sono messi in fila davanti all’ufficio del protocollo per rassegnare le loro dimissioni e sciogliere l’assemblea. Tra loro anche Filippo Penati, ex Pd finito nel Gruppo misto dopo le vicende giudiziarie, che ha detto: "Da oggi ho scritto parola fine al mio impegno politico, torno a essere un comune cittadino".
Con lo scioglimento del consiglio regionale, si chiude con tre anni di anticipo il quarto mandato come presidente della Lombardia di Roberto Formigoni.

Formigoni: "Voto tra 16 dicembre e 27 gennaio" - Adesso l’attenzione si sposta sulla data del voto. "Ho parlato col ministro Cancellieri che mi ha confermato, alla luce dello scioglimento del Consiglio, che il Governo fisserà la data delle elezioni in una domenica compresa tra 16 dicembre e il 27 gennaio 2013", ha detto il presidente Roberto Formigoni. Nei prossimi giorni ci saranno nuovi incontri tra il governatore ed esponenti dell’esecutivo.

Lazio, il governo pressa Polverini - Diversa la situazione nel Lazio, dove invece Renata Polverini non ha nessuna intenzione di andare al voto il prima possibile. Il governo ha auspicato che la presidente dimissionaria le fissi al più presto.
In un comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri è scritto che il governo ha "formulato l'auspicio che la data delle elezioni amministrative per il Consiglio regionale del Lazio sia fissata dal Presidente della Regione al più presto, in armonia con il parere espresso dall'Avvocatura Generale dello Stato: 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio". Il Consiglio è stato sciolto lo scorso 28 settembre e resterebbero quindi ancora due mesi per il termine indicato. 
La questione dei tempi è al centro di un braccio di ferro istituzionale e tra forze politiche, perché secondo la Regione Lazio le elezioni vanno convocate entro un massimo di 135 giorni dallo scioglimento del Consiglio (90 giorni entro cui convocarle più 45 giorni per la campagna elettorale), mentre il Viminale insiste sui 90 giorni.

Zingaretti (Pd): "Bene pronunciamento governo" - Il centrosinistra ha chiesto di votare nel Lazio al più presto, ma Polverini ha risposto che prima della convocazione delle elezioni la giunta e il Consiglio devono ancora votare alcuni atti importanti.
"Penso che il pronunciamento del governo è importante perché nettissimo e chiarissimo e spazza via qualsiasi interpretazione, strumentale o legittima che fosse e dà delle indicazioni precise", sostiene il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra alla Regione.

Polverini pensa al voto tra gennaio e febbraio - Ma da ambienti vicini alla giunta regionale del Lazio si apprende che l’orientamento della Polverini sarebbe quello di indire le elezioni a metà novembre, per poi votare tra fine gennaio e primi di febbraio. Indire le elezioni a metà novembre, sempre a quanto si è appreso, sarebbe una scelta dettata dalla prudenza, per garantire una campagna elettorale serena. Se, infatti, ci fossero ricorsi di qualche tipo, emanare il decreto a novembre permetterebbe al Tar e al Consiglio di Stato di esprimersi prima della presentazione delle liste. Questo, si ragiona in giunta, eviterebbe il rischio di una sentenza “bomba” in piena campagna elettorale, che creerebbe il caos. Inoltre Polverini avrebbe ribadito con loro la sua volontà di andare a votare per eleggere 50 consiglieri, attuando quindi il taglio sugli attuali 70.

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