Pdl, Alfano apre a primarie di coalizione

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"Chiunque si proponga per aggregare i moderati e battere la sinistra delle tasse e del giustizialismo è il benvenuto" ha detto il segretario sulle consultazioni che sceglieranno il successore di Berlusconi. Confermata la data del 16 dicembre

Coalizioni e partiti alle prese con le primarie, quando manca esattamente un mese alla 'competition' nel centrosinistra e circa un mese e mezzo alla tornata che dovrà scegliere il successore di Silvio Berlusconi, che ha annunciato il suo ritiro il 24 ottobre, alla guida del centrodestra: sullo sfondo del voto siciliano di domenica, decisivo per lo scenario politico anche nazionale, gli schieramenti mettono in moto la macchina organizzativa. Sul fronte Pdl, nella mattina del 26 ottobre, il segretario del partito Angelino Alfano ha confermato la data del 16 dicembre indicata da Silvio Berlusconi e aperto alla possibilità che le primarie siano aperte e di coalizione. "Chiunque si proponga per aggregare i moderati e battere la sinistra delle tasse e del giustizialismo è il benvenuto", ha detto Alfano, chiarendo però di non aver ancora avuto contatti formali e recenti con la Lega Nord ne' con Emma Marcegaglia.

In giornata anche Alessandra Mussolini ha ribadito di voler correre: "Sono d'accordo con quanto dice Marina Berlusconi è un rinnovamento costruttivo, più candidati ci sono e meglio è", ha affermato. Ma l'affollamento di candidati non piace a Fabrizio Cicchetto, capogruppo alla Camera del Pdl che dice di "non temere una guerra interna al partito" ma mette in guardia dai rischi di dispersione. "Francamente - dice - più che una guerra interna temo una fiera delle vanità. Le primarie per funzionare possono avere tre o quattro candidati al massimo se si affollano in troppi si rischia soltanto di assistere ad un’esibizione di personalismi. Chi partecipa deve avere una forte personalità e una posizione politica chiare. E dovranno esserci regole molto chiare".

Proprio sulla questione delle regole continua la polemica a sinistra. Malgrado la notizia trapelata il 25 ottobre secondo cui sarà possibile preregistrarsi on line, Matteo Renzi continua a definire la norma sulla pre-registrazione "allucinante". "Il segretario Bersani ha visto il presidente francese Hollande - aggiunge il sindaco di Firenze - mi sembra un'ottima cosa, un fatto positivo. Magari si faccia anche raccontare come le regole dei francesi siano molto più semplici delle nostre". La macchina organizzativa dei Democratici intanto è in fase di allestimento. Per realizzare i seggi e gli uffici per la registrazione al voto per le primarie del centro sinistra sarà necessario il lavoro di 60 mila persone, prevede il presidente del collegio dei garanti, Luigi Berlinguer. "Stiamo lavorando per costruire migliaia di seggi per votare e migliaia di uffici per registrarsi che ci vorranno 60 mila persone a lavorare. Chi ci aiuterà a pagarle non lo so", aggiunge. E torna a far sentire la sua voce anche Romano Prodi, che fa sapere che andrà a votare: "Mi sono già annotato il giorno delle primarie. Dovrei riuscire ad arrivare verso sera".

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