Primarie centrosinistra, niente albo degli elettori sul web

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Dopo il ricorso di Matteo Renzi, il comitato dei garanti del Pd annuncia: "Nei nostri documenti la forma di comunicazione online non è prevista né consentita". Sarà possibile invece preregistrarsi su Internet

L'albo degli elettori non sarà reso pubblico sul web. E' quanto ha deciso il comitato dei garanti delle primarie del centrosinistra, dopo che il sindaco di Firenze Matteo Renzi aveva chiesto al Garante della privacy di valutare se il regolamento delle consultazioni non infrangesse le regole sui dati personali.
In una nota, il presidente del comitato, l'ex ministro Luigi Berlinguer, ha inoltre comunicato l'intenzione di "dimostrare l'inesistenza del rischio di violazione delle norme in questione".
"La disciplina legislativa in materia di tutela dei dati personali è così rigorosa da individuare un possibile rischio di vulnus per i partecipanti: non quello della pubblicità della scelta dello schieramento, ma della comunicazione online della stessa. Nei nostri documenti, ribadisco, la forma di comunicazione online non è prevista né consentita", ha spiegato Berlinguer.

Possibile pre-registrarsi online - Online, invece, sarà possibile preregistrarsi, ha spiegato il responsabile organizzativo del Pd Nico Stumpo, rispondendo così alle critiche avanzate nei giorni scorsi da molti elettori. Ma chi si registrerà sul web dovrà comunque poi recarsi all'ufficio elettorale territoriale delle primarie, nella zona in cui vota, per pagare un contributo alle spese di due euro e per ritirare il certificato.
Su quest'ultima parte della procedura comunque resta ancora qualche incertezza e il rischio di nuovi scontri tra i due principali candidati del Pd, Renzi e il segretario del partito Pier Luigi Bersani. Perché gli uffici elettorali e i seggi delle primarie potrebbero non essere fisicamente ubicati nello stesso luogo, costringendo i potenziali elettori a fare più file, col rischio di ridurre la partecipazione.

Vendola, Renzi e Tabacci presentano le firme - Intanto hanno annunciato di aver raccolto le firme necessarie a presentare ufficialmente la propria candidatura sia il sindaco di Firenze Matteo Renzi, sia l'assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci sia il leader di Sel Nichi Vendola.
Ma, se Tabacci non ha firmato la carta d'intenti del centrosinistra ritenendola "troppo di sinistra" e ha proposto un'integrazione al documento, su Vendola, che è anche presidente della Puglia, pesa l'accusa di abuso d'ufficio a Bari per aver favorito un medico nella nomina a primario. Vendola ha detto infatti che se dovesse essere condannato - la sentenza è attesa per il 31 ottobre - lascerebbe la scena pubblica. Ancora incerta invece la candidatura di Laura Puppato, esponente del Pd e unica donna in competizione per le primarie, in ritardo sulla raccolta delle firme a sostegno.

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