Primarie Pd, gli elettori si prendono il web

Uno screenshot del Tumblr “Designers Against Renzi” che prende in giro il sindaco di Firenze - Designersagainstrenzi.tumblr.com
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Generatori automatici di regolamenti, designer contro Renzi, hashtag contro Vendola. Mentre i candidati si sfidano anche su Internet, sono gli utenti a prendersi la scena virtuale con ironia, sarcasmo e sberleffi che non risparmiano nessuno

di Raffaele Mastrolonardo

Ce n'è per tutti: Vendola e le sue preposizioni, Renzi e chi lo attacca, Bersani e le regole della competizione. Le primarie del centrosinistra un effetto l'hanno già ottenuto: catturare l'attenzione e l'immaginazione degli utenti del web che hanno reagito da par loro. A volte con ironia benevola, altre con sarcasmo e in certi casi pure con attacchi non proprio da manuale di eleganza. Il risultato è che, mentre i candidati principali ricorrono massicciamente a Internet per le loro campagne, sono gli utenti virtuali a prendersi la scena creando un costante contrappunto al dibattito tra gli aspiranti leader della coalizione.

Il programma di Renzi? Quale programma? - Ultimo in ordine di tempo a subire l'ironia della rete è stato Renzi. Oggetto della presa in giro virtuale, la presunta mancanza di programma politico del sindaco di Firenze. Per rappresentarla, i creatori di AdessoMatteoRenzi.it hanno copiato l'analoga iniziativa RomneyTaxPlan portata avanti negli Usa contro Mitt Romney, accusato di non avere un piano per le tasse. In entrambi i casi, i siti riprendono nella grafica quelli ufficiali e invitano l'utente a esplorare nel dettaglio le proposte del candidato. Peccato che appena il mouse si avvicina al tasto “Leggi”, il pulsante comincia a svolazzare per la pagina costringendo l'utente a un vano inseguimento. La metafora è fin troppo chiara: sulle cose da fare Renzi, così abile nella comunicazione, è percepito come sfuggente.

Attacchi e contrattacchi
- Per fortuna del primo cittadino fiorentino, l'ironia digitale non colpisce sempre nella stessa direzione. Una decina di giorni prima, i meccanismi della presa in giro si erano infatti volti a suo favore. Di fronte alle dichiarazioni ostili di Massimo D'Alema e Sergio Marchionne, gli utenti di Twitter avevano prontamente adottato l'hashtag #attaccarenzi che, con la forza del paradosso, ritorceva gli attacchi contro chi li aveva sferrati.



Tanto forte è stata la presa del tormentone che lo stesso sindaco lo ha fatto proprio: “Eccoci all'appuntamento quotidiano con #attaccaRenzi! Abbiamo oggi il piacere di riportare le dichiarazioni di Nicola Fratoianni, SEL, assessore della giunta Vendola...”, si leggeva il 18 ottobre sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Regole e regolamenti - Ma, come detto, la ruota dell'ironia via web gira e a farne le spese in queste prime settimane di campagna elettorale sono stati anche la dirigenza del Pd e, più o meno direttamente, Bersani. Innesco della risata amara rivolta all'establishment del partito le regole delle primarie che, secondo Renzi e i suoi seguaci, rendono più complesso l'esercizio del voto e  favoriscono il segretario. Anche in questo caso, la situazione è stata illustrata e caricata si significato politico da un hashtag #regoleprimarie e dal ricorso al paradosso.




Prima di quella dei frequentatori del sito di microblogging i meccanismi della competizione erano stati oggetto della canzonatura del blog Libernazione che aveva messo a punto un Generatore automatico di regolamenti per le primarie del Pd nel quale si possono leggere norme come questa: “Turno triplo a spazzaneve, iscrizione degli elettori a Hotmail, partecipazione al ballottaggio solo degli elettori sotto gli ottanta chilogrammi che hanno partecipato al No-B Day purché conoscano a memoria almeno cinque pezzi di De Gregori, contributo di ottanta euro e cinque biglie di vetro”.

A tutto Photoshop - Ma la battaglia politica online, come dimostra l'America, si fa anche con il ricorso a foto e fotomontaggi nella speranza che diventino virali o vengano ripresi dai media principali (come è accaduto all'immagine di D'Alema travolto dal camper di Renzi). E anche su questo fronte in questo inizio di campagna il web italiano non si è tirato indietro. A cominciare dalle foto-parodie dalla campagna di Nichi Vendola con variazioni del tipo “Le nuove mappe dell'iPhone: Oppure Vendola”, “Le mezze stagioni: Oppure Vendola” o ancora “La pasta scotta: Oppure Vendola”. Più personalizzato e politico è invece l'impegno del blog DesignerAgainstRenzi, un Tumblr completamente dedicato a creazioni contro il rottamatore che prendono a prestito tecniche dell'ad busting incrociando, per esempio, il brand Nike con quello del sindaco di Firenze, o giocano con gli slogan della sua campagna trasformando “Adesso!” in “Adesso Basta!”. Non mancano infine esperimenti più d'autore che sottolineano tic e situazioni della campagna e, più in generale delle prospettive politiche del centrosinistra.

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