Pdl, Berlusconi lascia e lancia le primarie: scatta la corsa

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Centrodestra in fibrillazione dopo l'annuncio del passo indietro dell'ex premier. In pole per la consultazione del 16 dicembre c'è Alfano. A sfidarlo Santanchè e Galan. Ma spuntano anche altri nomi, mentre il progetto del Monti-bis torna d'attualità

Il giorno dopo l’annuncio del passo indietro di Silvio Berlusconi (“Un atto d’amore per l’Italia”, si legge nel comunicato) e della convocazione delle primarie del Pdl per scegliere il candidato premier, nel centrodestra scatta la corsa per la successione.
E mentre i quotidiani in edicola (qui la rassegna stampa di SkyTG24) analizzano la decisione dell’ex premier e riavvolgono il nastro dei 18 anni della sua leadership, spuntano anche le prime candidature per il futuro. Le primarie si terranno, come annunciato dallo stesso Cavaliere, il prossimo 16 dicembre. 
In pole position c’è il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Da tutta la classe dirigente di via dell'Umiltà è considerato il successore in pectore di Berlusconi e il candidato adatto per rilanciare il partito. Alfano però dovrà vedersela con Daniela Santanchè. La “pasionaria” berlusconiana che per giorni ha tenuto banco con le sue accuse a tutta la classe dirigente del partito, chiedendone le dimissioni. L'ex sottosegretario è pronta a scendere in campo: "Sono molto contenta della decisione che ha preso Berlusconi perché usciamo dall'immobilismo. Come dico da sempre, io sono pronta a candidarmi".

Il toto-candidati nel centrodestra - Ufficialmente altre candidature non sono pervenute ma non è escluso che altri possano farsi avanti. Di sicuro ci sarà anche uno esponente del movimento dei Formattatori, il gruppo che da tempo chiede un rinnovamento della classe dirigente del Pdl. Pronto a candidarsi è anche Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto e ministro dei Beni Culturali proprio nel'ultimo governo Berlusconi, che a SkyTg24 ha confermato la sua scelta. Tra gli scommettitori c'è chi ipotizza, ad esempio, che uno dei possibili volti per dare un'idea di rinnovamento possa essere quello di Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù. C'è invece chi non esclude una candidatura di Gianni Alemanno, uno dei primi a invocare la consultazione popolare.
Incognita invece per un possibile outsider. Uno dei nomi che circola è quello di Corrado Passera, da sempre una delle personalità che il Cavaliere avrebbe visto bene alla guida dei moderati. Stesso discorso per Emma Marcegaglia, e ancora di più per Luca Cordero di Montezemolo, da sempre nella mente dell'ex capo del governo e che sempre mercoledì 24 ottobre ha lasciato la presidenza di Ntv assicurando però di non avere nessuna intenzione di candidarsi alle politiche.
Berlusconi inoltre continua a auspicare un nuovo governo guidato da Mario Monti, al quale ha rinnovato stima e fiducia spiegando di non rinunciare "all'idea che guidi i moderati".

Il Foglio applaude alla scelta del Cav - Il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, che aveva anticipato la decisione dell'ex premier di farsi da parte, plaude a questa scelta. In un articolo intitolato "Bravo Cav, grande uscita di scena", Ferrara scrive che "ha giocato con la sua incertezza, tormento di una vita da decisionista, poi ha scelto ed è stato serio, responsabile, politicamente intelligente".
"Arrivederci", titola invece a tutta pagina il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. Secondo Vittorio Feltri, nell'editoriale "Un addio che sa tanto di arrivederci", non è detta ancora l'ultima parola: "Berlusconi non è nuovo a ripensamenti, quindi non si sa mai, anche se in questo caso pare improbabile una marcia indietro". I dubbi non riguardano però solo il Giornale. "Sostiene che non si ricandida", titola infatti l'Unità. A fidarsi delle parole di Berlusconi è invece un altro quotidiano di sinistra, Europa, che scrive: "Stavolta è vero".
Più deciso Libero, che definisce ufficiale il passo indietro di Berlusconi, e avverte: "Sotto a chi tocca".

Il Corriere: "Purché siano primarie vere" - Per Marcello Sorgi, editorialista della Stampa, quella che il Cavaliere lascia è un'eredità difficile: "[...] per tornare al centrodestra, terremotato, prima dal declino di Berlusconi, e adesso dal suo repentino addio, non è detto che riesca a ritrovare così presto un nuovo equilibrio".
Il Corriere della Sera, con un editoriale in prima pagina affidato a Pierluigi Battista, si auspica che le primarie convocate a dicembre siano vere: “Dovranno essere primarie autentiche: il contrario della cooptazione oligarchica con cui un leader magnanimo indica un suo successore. Primarie con divisioni nette, linee politiche differenti, aspiranti leader con profili personali caratterizzati. […] Se la scelta coraggiosa di Berlusconi vorrà avere conseguenze positive per il suo partito non dovrà apparire come una trovata furba, o l’ennesimo annuncio frustrante”.

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