Ddl stabilità, Alfano: un tradimento. Bersani: va cambiato

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I due principali partiti che sostengono il governo criticano il testo. Il segretario Pd: "Non voteremo le norme sulla scuola così come sono". Il leader del Pdl contro l'aumento dell'Iva e la stretta sulle detrazioni: "Violato il patto Stato-cittadini"

Altola' dei partiti alla legge di stabilità. La serie di faccia a faccia con i leader politici che il premier Mario Monti ha programmato per l'inizio della settimana si preannuncia un percorso ad ostacoli. Nel mirino dei due maggiori partiti che sostengono il governo, l’aumento Iva e il tetto alle detrazioni fiscali. Il segretario del Pdl Alfano parla di "tradimento del patto tra Stato e cittadini" mentre il relatore della Legge di Stabilità, Pier Paolo Baretta del Pd, sottolinea la necessità di "rimodulare la distribuzione" tra la riduzione dell'Irpef e l'aumento dell'Iva. E il segretario Bersani critica aspramente anche le norme sulla scuola.

Alfano: "Revocare le detrazioni un tradimento" - "La revoca delle detrazioni è una violazione del patto tra Stato e cittadini, è un tradimento che noi impediremo. Ci rendiamo conto che quei soldi che arriverebbero dall'Iva e dal taglio delle detrazioni servono, ma ribadiamo la nostra contrarietà all'aumento delle tasse e se si vogliono reperire quelle risorse si agisca sul debito pubblico e sulla riduzione della spesa" ha detto Angelino Alfano nel suo intervento a Norcia.

Pd: Irpef e Iva vanno rimodulati - E anche il Pd sferra il suo attacco al ddl. Nella composizione della legge di stabilità "i redditi più bassi risultano in assoluto i più penalizzati", e quelli medi, che avrebbero qualche vantaggio dalla riduzione dell'Irpef, "sono i più colpiti dall'aumento dell'Iva" attacca l relatore del testo, il democratico Baretta. Così Beretta sottolinea la necessità di "rimodulare la distribuzione" tra la riduzione dell'Irpef e l'aumento dell'Iva e chiede un "serio confronto tra la maggioranza ed il governo", avendo presente che su tutti pesano il tetto, la franchigia e la retroattività delle detrazioni. "Se aggiungiamo la scuola e gli esodati - continua l'esponente democratico - constatiamo che le modifiche necessarie sono significative sia sul piano della qualità sia delle risorse necessarie, sulle quali, però registriamo le aperture del governo".

Bersani: "Cambiare norme sulla scuola"
- Duro sulle norme sulla scuola anche il segretario Bersani: "Voglio dirlo con chiarezza: noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola, sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull'organizzazione scolastica e finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell'offerta formativa" ha detto Bersani. "In questi giorni – ha aggiunto il segretario Pd - continueremo con i dipartimenti del Pd e con i gruppi parlamentari nell'approfondimento della legge di stabilità e discuteremo con altri gruppi di maggioranza cercando il massimo di convergenza". Nel rispetto dei saldi, "chiediamo al Governo di rendersi disponibile a modifiche significative. Noi metteremo attenzione alla questione fiscale cercando una soluzione più equa e più adatta ad incoraggiare la domanda interna".

Casini il primo a essere ricevuto da Monti - Contro l'innalzamento dell'imposta, in particolare sulle cooperative sociali dal 4 al 10%, poi, potrebbe schierarsi anche l'Udc, il primo ad essere ascoltato dal presidente del Consiglio già domani lunedì 22 ottobre. Il partito di Pier Ferdinando Casini, che alla vigilia dell'incontro non si è espresso ufficialmente, potrebbe quindi insistere con il governo per rendere più equa la tassazione Irpef, mossa possibile, secondo i calcoli dei responsabili economici, anche a saldi invariati, e per sistemare le distorsioni sull'Imu.

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