Polemica su entourage Renzi. Serra a Bersani: "Ti querelo"

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Il numero uno del fondo Algebris e sostenitore della campagna del sindaco di Firenze al contrattacco: “Essere definito bandito da lei mi offende e ci penseranno i miei legali”. Il portavoce del segretario Pd: “Mai parlato di lui"

"Essere stato definito "bandito" da lei mi offende personalmente, offende la mia famiglia e i miei figli, e delegittima il lavoro pulito e trasparente che ho portato avanti in 20 anni di attività". Davide Serra, numero uno del fondo Algebris e sostenitore di Renzi alle primarie del Pd, scrive al leader democrat Pier Luigi Bersani, annunciando l'intenzione di querelarlo per le parole usate dopo la cena di 'finanziamento' per il sindaco di Firenze. Il riferimento è alla polemica sorta dal botta e risposta tra Bersani e Matteo Renzi dopo l'incontro del sindaco di Firenze con esponenti del mondo della finanza. "Chi ha la base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli" ha dichiarato il leader del centrosinistra venerdì 19 ottobre. "Mai parlato di lui" precisa il portavoce del segretario.

Serra querela Bersani - "Non scendo nei particolari delle nefandezze e delle offese che  mi ha rivolto, a questo ci penseranno i miei legali italiani e inglesi che chiameranno i giudici a decidere sulle sue parole. Mi dicono che in Italia lei è ...immune!!! Ma prima o poi non lo sarà più e io procederò inesorabilmente, ho molto tempo e voglio che la verità venga ristabilita", assicura Serra. "Trovo incredibile che in un Paese con un'evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito "bandito" un investitore istituzionale basato a Londra, regolato dall'FSA e dalla SEC e tassato dall'Inland Revenue", è la premessa di Serra, che poi si rivolge direttamente a Bersani.
"Vede Onorevole, tutto quello che faccio lo faccio (voce del verbo fare e non parlare) con  l'obiettivo di migliorare il mio Paese di nascita, ma gli attacchi subiti, sul niente, da lei e dai suoi accoliti che fingono di avercela con me, ma di fatto vogliono delegittimare Matteo Renzi, mi danno la conferma che il lavoro da fare è lungo e duro. Ma non bisogna  mollare. Per i nostri figli". Infine, l'endorsement per Matteo Renzi. "Ultima nota, non dovrebbe stupirsi se un giovane come me (anche se alla mia età Clinton era candidato Presidente degli Stati Uniti...)  pensa che Matteo Renzi sicuramente non potrà che fare bene, meglio.... Almeno sa di che parla....anche in finanza".

Portavoce Pd, "mai parlato di Serra" - Immediata la risposta del Pd, che attraverso il portavoce del segretario dichiara: "Dove e come Bersani avrebbe detto che Serra è un bandito? Il segretario del Pd ha parlato di Cayman e non di Davide Serra che non ha il piacere di conoscere". E aggiunge: "Avremo forse letto male tutti i giornali e frainteso tutte le televisioni?".
Replica a stretto giro anche Bersani: "Non c'è nulla da offendersi e se si offende problemi suoi". E precisa:"Non so dove l'ho offeso, non capisco perché si è offeso, sto dicendo che noi italiani non dovremmo considerare tutti quelli che hanno base alla Cayman". Inoltre, prosegue Bersani nel suo ragionamento, "c'è una finanza buona, corretta, che può dare una mano alle attività produttive, poi ci sono soggetti che fanno base  nei paradisi fiscali".

Renzi a Bersani: "Stia attento a parlare delle Cayman" - Intanto, Renzi non resta a guardare. "Lo dico per un candidato alla presidenza del Consiglio: stia attento a dire 'non parlo con questi', perché è la volta buona che rischia di creare una situazione economica nella quale nessuno viene più a investire in Italia" dice il candidato alle primarie del centrosinistra, da Sassuolo. "Se vogliamo ragionare di slogan e parlare delle Cayman - aggiunge - dobbiamo sapere che alle isole Cayman come in Lussemburgo, in Irlanda e nel Delaware fanno riferimento in modo del tutto legale e legittimo tantissimi fondi di investimento. Se uno non vuole parlare con tutti coloro che hanno una sede alle Cayman - ha ribadito Renzi - vuol dire che non vuole parlare con quelli che si comprano i nostri titoli di Stato".

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