Melandri: "Le polemiche per la mia nomina al Maxxi? Miserie"

La parlamentare Pd Giovanna Melandri
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Dopo la designazione a capo del museo romano da parte del ministro Ornaghi, la parlamentare Pd replica alle accuse di lottizzazione: "Non c'è nessuna logica spartitoria e il mio partito non c'entra nulla"

"Una spartizione? La decisione del ministro Ornaghi, che mi lusinga e mi onora, è la scelta di un tecnico nei confronti di un altro 'tecnico' perche' quel museo l'ho istituito io quand'ero a capo del ministero dei Beni culturali. Ornaghi ha fatto una scelta istituzionale chiamando la 'madre' del Maxxi".
Lo afferma a Repubblica la parlamentare Pd Giovanna Melandri dopo le polemiche sulla sua nomina a presidente della Fondazione del Museo romano.
In tempi di addii alla politica e rottamati illustri, l'annuncio del ministero dei Beni Culturali ha provocato una valanga di proteste di Pdl, ma anche Udc, Idv e Sel, per la scelta caduta su un politico di professione e, soprattutto, su una degli esponenti Pd di lungo corso (con cinque legislature alle spalle), che, come i colleghi Walter Veltroni e Massimo D'Alema, potrebbe non candidarsi più alle prossime elezioni. Insomma - è l'accusa degli avversari politici - un modo di riciclarsi di fronte allo spettro della disoccupazione.

"Ma quale paracadute - aggiunge l'ex ministro - Ornaghi mi ha chiesto di rilanciare e internazionalizzare il Maxxi che, ricordo, nasce con una mia scelta da ministro nel 1999", "non c'è nessuna logica spartitoria e il Pd non c'entra nulla".
Melandri annuncia comunque che valuterà se dimettersi "subito da parlamentare" mentre a cambiare idea sull'incarico "non ci penso nemmeno".
Intervistata anche dal Messaggero, la parlamentare bolla come "miserie" le polemiche sulla scelta caduta su di lei, aggiungendo: "Mi sono sempre battuta per questa struttura che ha le sue radici proprio nel centro di documentazione delle arti del contemporaneo che ho fondato allora".

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