D'Alema pronto a lasciare: "Ma se vince Renzi sarà scontro"

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L'ex premier: "In caso di vittoria di Bersani alle primarie non chiederò deroghe". Ma promette battaglia se dovesse prevalere il sindaco di Firenze. Il segretario del Pd: "Non nomino né rottamo nessuno". Polemiche sui costi della campagna elettorale

"Se vince Bersani non chiederò deroghe ma se le primarie le vince Renzi sarà scontro, scontro politico". E' lo sfogo di Massimo D'Alema contro il sindaco di Firenze (VIDEO). Il rottamatore, aggiunge, è un uomo che "divide" e questo per il centrosinistra può essere letale. L'ex premier si è detto  comunque fiducioso della vittoria di Bersani e quindi ha detto di vedersi già impegnato in un incarico extra parlamentare. Perché "se c'è qualcuno che crede che io ormai sia un cane morto, credo proprio che in termini di consensi reali, nel partito e nel Paese, si stia sbagliando".

L'affondo di D'Alema arriva al termine di una giornata in cui Pier Luigi Bersani aveva spiegato di non rottamare né nominare nessuno perché "bisogna stare alle regole". La tensione è tale che il segretario del Pd arriva a dire che se nella riforma elettorale ci fossero le preferenze, con le quali ognuno si misura e la rottamazione si decide a suon di voti, lui ci "andrebbe a nozze". Salvo poi aggiungere che il fine del Pd è "pensare all'Italia" e non a destini personali o battaglie intestine. "Una lotta tra nomenklature - sintetizza Nichi Vendola - che rischia di occultare la questione vera che e' rottamare il liberismo e il berlusconismo".

Sta a guardare il 'rottamatore' per eccellenza, Matteo Renzi, che ammette che la parola rottamazione è "truce e volgare" e prende le distanze da chi su Facebook rappresenta un finto D'Alema "asfaltato" dal camper del sindaco. In realtà lo sfidante di Bersani non sembra intenzionato a mollare la presa. Anche perché "cambiando le regole Pier Luigi Bersani mi ha deluso e il giochino del poliziotto buono mentre gli altri fanno i cattivi ha le gambe corte".

Mentre i renziani tentano l'ultima battaglia nella commissione di garanzia per modificare le norme per le primarie, il sindaco apre un altro fronte caldo: quello dei costi delle campagne elettorali dei vari candidati. "La mia costerà circa 250mila euro - sostiene Renzi - ma Bersani e Renzi sono disponibili a mettere on line le fatture degli ultimi tre anni dei suoi dirigenti?". Sfida che i suoi avversari accolgono rilanciando. "Metteremo tutto on line - assicura Bersani - ma lo faccia anche lui che così siamo tutti a posto". E il coordinatore della campagna di Vendola, Nicola Fratoianni, non risparmia frecciate: "Noi spendiamo poco, non viaggiamo su jet privati né su eleganti Suv. La nostra campagna costa un quinto di quella di Renzi".

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