Lombardia, Albertini: “Candidarmi? Il Pdl da solo non basta”

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L’ex sindaco di Milano spiega a SkyTG24 che è disposto a scendere in campo per la Regione solo se ci sarà una “coalizione di moderati” a sostenerlo: “Non ho stracciato la tessera, ma da solo il Popolo delle Libertà non basta a convincermi a candidarmi”

Gabriele Albertini non si candiderà a presidente della Lombardia se ad appoggiarlo ci sarà solo il Popolo della libertà e non una "coalizione di moderati" che includa "espressioni della società civile" come Italia Futura, l'associazione di Luca Cordero di Montezemolo.
"Il Pdl - ha spiegato a SkyTg24 - è ancora il mio partito: non ho certo stracciato la tessera, ma da solo il Pdl non basta a convincermi a candidarmi".
Il nome di Albertini è tornato d'attualità dopo la crisi della giunta Formigoni, il quale martedì 16 ottobre ha dichiato nell'aula del Consiglio che la "legislatura è finita" e che "si andrà al voto in tempi rapidissimi".
In un'intervista alla Stampa, l'ex ministro Mariastella Gelmini ha spiegato che il suo nome "non è sul tavolo", mentre quello di Gabriele Albertini "risponde al criterio di riunificazione del centrodestra".

Ben venga per Albertini una corsa a tre (con Maroni o un altro leghista) e un candidato di centrosinistra suoi avversari. “Il centrosinistra lombardo sente vicina la soglia per tornare a governare la regione. E in Lombardia la Lega è ancora forte, seppure meno di prima. Ora vedremo - ha concluso - se la componente moderata moderna e liberale, europeista sarà in grado di dare ai lombardi un segnale di presenza riformista in grado anche di incidere e modificare interessi consolidati da tempo”.

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