Primarie, Bersani parte da Bettola: "Una scelta simbolica"

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Il segretario del Pd inizia nel suo paese la campagna per le primarie: "Senza radici non ci sono foglie nuove". E poi lancia un appello a Monti: "Continui a dare il suo contributo al paese"

Bagno di folla per Pier Luigi Bersani tornato oggi a Bettola, il paese in provincia di Piacenza dove è nato nel 1951 e dove tenne da ragazzo il suo primo comizio. La prima tappa è al distributore di benzina che il papà Giuseppe, 'Pino', gestiva anni fa come meccanico e che ora è in gestione ad altri. "Da studente - ha spiegato Bersani - aiutavo mio padre".

"Noi aggiustiamo, non rottamiamo"
- Il segretario del Pd ha quindi salutato, insieme al fratello, gli amici di un tempo e sottolineato l'importanza di "ripartire dal paese. La mia è una scelta simbolica". Ad attenderlo davanti alla stazione di servizio anche un gruppo di sostenitori con un cartello ("Noi aggiustiamo, non rottamiamo") in contrapposizione al 'rivale' Renzi.

Bersani: "Riparto dalle mie radici" - "Senza radici foglie nuove non se ne fanno" ha detto il segretario Pd nell'aprire il suo comizio in piazza Cristoforo Colombo. "Nel decidere quale  Bersani presentare - ha spiegato - ho pensato che il  Bersani più vero era questo, quello che qui è nato e ha vissuto tra il distributore di benzina e l'officina di mio padre. Un vero ritorno alle radici perché il Paese ha bisogno di foglie nuove ma le foglie  nuove possono venire solo se ci sono le radici". "Quello che è stato è stato - ha sottolineato - ma  quello che è importante è dire quello che si è e per questo ho voluto partire proprio da qui. La mia seconda tappa la farò al Cern di Ginevra dove c'è tanta intelligenza italiana e che è stato  fondato da un mio compaesano, Edoardo Amaldi che era nato a pochi  chilometri da qui. Poi la tappa successiva - ha scherzato - mi vedrà attraversare la  famosa galleria della Gelmini per andare a L'Aquila".

Il ricordo del primo comizio
- Tornando alle sue radici, Bersani ha ricordato il primo comizio  tenuto proprio a Bettola davanti al bar della piazza in una giornata di mercato: "c'era un sacco di gente ma ad ascoltarmi solo una ventina di persone. Avevo addosso una ansia particolare perché era il mio primo comizio ma soprattutto perché dopo, attraversando il ponte, avrei dovuto fare ritorno a casa e sentire cosa mi dicevano i  miei. Io però ho avuto coraggio e auguro che anche i giovani d'oggi ce ne mettano un po'. Hai visto mai - ha concluso - che fai un  comizio qui e poi diventi segretario del Pd?".

"La politica deve sapersi prendere dei rischi" - Bersani poi ricorda anche il quinto compleanno del Pd. "E' un bambino piccolo - dice il segretario - ha tanti difetti da aggiustare. Ma a quelli che 5 anni fa ci guardavano con scetticismo possiamo dire che oggi quel bambino è il primo partito d'Italia e l'unica speranza del Paese". Il leader del Pd ha poi spiegato che "la prima cosa che dobbiamo fare è rompere il muro di distacco tra la politica e i cittadini, perché senza quello non si può fare niente. La scelta di fare la primarie è per rompere questo muro". E aggiunge: "La politica deve saper prendersi dei rischi, noi abbiamo scelto di voler primarie aperte, ma dentro delle regole, che è una buona parola. Noi dobbiamo dare l'esempio, con la politica che si mette in gioco, con primarie con delle regole a sostegno di una grande apertura".

Bersani: "Legge di stabilità da cambiare"
- Il leader del Pd è poi intervenuto anche sulla legge di stabilità. "Non ho ancora visto  le carte della legge di stabilità ma se restano cosìle cose che mi hanno detto c'è qualcosa da aggiustare". HNel  provvedimento annunciato dal governo ci sono cose che colpiscono "la  scuola e soprattutto i disabili. Su questo noi non siamo d'accordo,  spero non sia così, vedremo le carte e le aggiusteremo".
Sul governo Monti, Bersani spiega che "la nostra posizione è chiarissima, ribadita, tutti la conoscono, Casini legga bene le carte: noi manderemo avanti il meglio di questa esperienza". E poi aggiunge che l'attuale premier "certamente dovrà  continuare a dare un contributo a questo Paese".

Lombardia, "meglio si vota, meglio è" - Sul tema della Lombardia (Formigoni ha annunciato che se la Lega si insisterà a chiedere il voto lui accelererà per andare alle urne) potrebbe cadere da un momento all'altro, il segretario del Pd ha le idee chiare. "Prima si va al voto e meglio è". Poi, una sfida al Carroccio: "Vediamo la loro coerenza perché lì, in regione ogni giorno ce ne è sempre una diversa. Credo tuttavia che tutti quanti percepiscano che bisogna metterci un alt, fare il punto su quella vicenda".

Renzi: "Monti è stato un pompiere, ora non serve più" - Intanto da Salerno, dove si trova per la sua campagna elettorale, Matteo Renzi dice no a un nuovo governo tecnico. "Monti è stato importante, è stato un pompiere per la finanza pubblica fuori controllo, per il debito pubblico alle stelle. Ora che ha spento l'incendio, i pompieri non servono più" ha detto il sindaco di Firenze (VIDEO). Sulla carta d'intenti, l'accordo raggiunto tra Pd, Sel e Psi, invece dice che è "un documento molto generale e persino generico. Non ci vedo nessun particolare interesse".

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