Scandalo Lombardia, Pisapia: "Milano si ribelli"

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In un'intervista a Repubblica il sindaco chiede un passo indietro a Roberto Formigoni: "La maggioranza al Pirellone ha messo insieme un compromesso squallido e vergognoso". Dimissioni chieste anche per Penati: "Il suo caso imbarazza il centrosinistra"

"Ho sempre pensato che non tocca al sindaco chiedere un passo indietro al presidente della Regione, ma ormai si è superato il limite, a questo punto non si può andare avanti". Lo sottolinea il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che in un'intervista a Repubblica chiede un passo indietro di Roberto Formigoni e invita i lombardi a "una grande ribellione civica".

"Quando ci sono, come pare evidente, elementi concreti per individuare un collegamento tra un rappresentante delle istituzioni e la 'ndrangheta" e "la maggioranza di governo della Regione non trova di meglio che mettere insieme un compromesso squallido e vergognoso, allora si deve dire con chiarezza che l'unica cosa da fare è  dimettersi", afferma il primo cittadino.

Anche perché, oltre alle vicende giudiziarie, per Pisapia "oggi c'è qualcosa di più: l'idea che la criminalità organizzata sia in grado di penetrare fino al cuore dell'amministrazione pubblica è un  colpo mortale alla credibilità delle istituzioni e causa una perdita di fiducia forse irreversibile da parte dei cittadini". Per questo, "bisogna ricostruire una cultura della legalità, immettendo gli anticorpi ai virus che infettano la vita pubblica". Passo indietro per Formigoni, dunque, ma anche dimissioni per Filippo Penati. "Per lui -  risponde secco il sindaco di Milano - vale tutto ciò che ho detto per Formigoni. E' evidente a tutti, a lui per primo, che il suo caso imbarazza tutto il centrosinistra".

Intanto si attendono i nomi della nuova giunta della regione Lombardia. Roberto Formigoni ha chiesto due settimane di tempo per trovare i vari nomi. Secondo alcune indiscrezioni, anticipate dal Sole 24 Ore, la prossima giunta vedrà una diminuzione degli assessori e sarà composta da cinque assessori del Pdl e tre della Lega Nord. Secondo il giornale economico il Carroccio potrebbe approfittare di questa situazione per allontanare gli assessori di fede bossiana, come il responsabile della Sanità Luciano Bresciani, per sostituirlo con il direttore della Asl di Milano Walter Locatelli. Probabili confermati, invece, potrebbero essere il leghista Andrea Gibelli, traid union tra carroccio e comunione e liberazione e il pidiellino assessore ai trasporti Raffaele Cattaneo.

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