Formigoni a SkyTG24: “Non volevo Zambetti, ora si va avanti”

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Dopo l’accordo con la Lega, il governatore lombardo accusa l’ex assessore finito in cella: “Ha tradito la nostra fiducia, nel 2010 ho lottato come un leone per non confermarlo”. La nuova giunta? "Tra due settimane". Ma Bossi: "Al voto con le politiche”

“Zambetti ha tradito la nostra fiducia, nel 2010 io mi sono battuto come un leone per non confermarlo. Ora andiamo avanti fino al 2015, voglio completare questi 20 anni di governo in Lombardia e poi non mi ricandiderò”. Roberto Formigoni va dritto per la sua strada, nonostante le parole di Umberto Bossi che ai giornalisti presenti in Parlamento ha detto che "il voto ci sarà in contemporanea con le politiche". Il governatore spiega poi che presenterà la nuova giunta nel giro di due settimane, "anche qualcosa in meno".

Il giorno dopo l’accordo con la Lega, in un lungo vertice (qui la cronaca) a Roma insieme ai segretari Maroni e Alfano, il presidente della Regione Lombardia interviene a SkyTG24 Mattina e dice: “Il lavoro che mi aspetta in questi giorni è di formare una nuova giunta. Non sarà un lavoro facile. Presenterò insieme alla nuova giunta anche un rinnovamento del programma, con una riforma della sanità, del welfare e il tema della macroregione che lanceremo insieme per dare un segnale forte”.

Il governatore attacca il suo ex assessore, Domenico Zambetti, arrestato il 10 ottobre con l’accusa di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta per l’elezione al Pirellone. “Nel 2010 mi sono battuto come un leone per non confermarlo. Non avrei confermato Zambetti, è noto, è una persona che ha tradito la nostra fiducia. Ha negato e negato quello che purtroppo stava accadendo. Le voci che giravano? A Milano girano voci su migliaia e migliaia di persone, non solo politici, qualche dubbio però ce l’avevo e per questo l’avevo messo alle strette”.

Formigoni parla poi dei rapporti con la Lega e del “ricatto” messo in piedi per non far cadere la Regione Lombardia, tirando in ballo anche Veneto e Piemonte: “Questa parole non state pronunciate da me o soltanto da me, sono state pronunciate dal segretario Alfano, che giustamente ha ricordato a tutti che Lombardia, Piemonte e Veneto nascono dallo stesso patto politico. I rapporti con la Lega sono di grandissima cordialità e stima reciproca. Ho avuto a che fare con Maroni che poi deve ovviamente interpretare gli umori e i sentimenti della base. Alla fine è stata accettata la mia proposta, forte segno di discontinuità”.

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