Bambino prelevato a forza, il governo si scusa

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Dopo la diffusione del video in cui un ragazzo viene portato via da scuola, il sottosegretario all'Interno De Stefano definisce "inadeguato" il comportamento della polizia. La questura manda ai pm un "contro-filmato". Nonno e zia rischiano la denuncia

Il comportamento dei poliziotti intervenuti per trascinar via il bambino di Cittadella, in provincia di Padova, "non è sembrato adeguato ad un contesto ambientale difficile e ostile che avrebbe potuto suggerire altre modalità operative".
Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, in un'informativa alla Camera, ricordando che sul caso è stata disposta un'inchiesta interna e con queste considerazioni "non si vuole anticipare alcun giudizio".
"La scena del trascinamento del fanciullo - ha aggiunto - richiede che anche in questa sede, come ha già fatto del resto il capo della Polizia nella giornata di ieri, vengano espresse le scuse del governo. Del resto la crudezza di quelle immagini offusca e rischia di far dimenticare gli innumerevoli altri casi nei quali la Polizia di Stato e le altre forze di Polizia si sono poste con correttezza, pacatezza e senso di responsabilità a fianco della comunità civile e a tutela delle persone più fragili e indifese".

La Questura euganea, intanto, ha mandato ai magistrati un video che riprende da altra angolazione le fasi concitate del prelevamento del minore, nel quale - spiegano fonti investigative - si vedono chiaramente le azioni di contrasto e la resistenza fatte dai familiari per impedire che il decreto dei giudici venisse applicato. Contestualmente hanno segnalato alla Procura della Repubblica la zia - che aveva girato il video choc - e il nonno del bambino, per oltraggio, resistenza, e inosservanza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Non è escluso che rischino la denuncia altre persone che avessero ostacolato l'azione di agenti e assistenti sociali.

Il ragazzino, di 10 anni, era stato prelevato a forza da scuola da alcuni agenti in esecuzione di una ordinanza della sezione Minori della Corte d'Appello di Venezia che ha deciso di attribuire esclusivamente al padre la patria potestà. Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di affidare il bimbo al padre erano falliti. Il caso è montato dopo la diffusione delle immagini da parte del programma Chi l'ha visto andato in onda su RaiTre.

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