Il politico che disse no ai boss: Voto scambio? C'è da anni

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Marco Tizzoni, candidato alle comunali di Rho nel 2011, si oppose all'offerta di preferenze da parte della 'ndrangheta. “Ci sono state campagne elettorali alquanto strane - dice a SkyTg24 - candidati piovuti dall’alto che prendevano molte preferenze”

“E’ da un po’ di anni che esiste il voto di scambio, nella mia comunità sicuramente”. A dirlo, ai microfoni di SkyTG24, è Marco Tizzoni, “l'unico esponente politico” - scrive il gip di Milano - che nell’ambito dell’inchiesta che ha portato tra l'altro all’arresto dell’assessore della Lombardia Domenico Zambetti, “ricevuta la proposta di scambio di voti contro denaro, ha avuto il coraggio etico di sottrarsi alla morsa dei calabresi".

Tizzoni, che di mestiere fa il commerciante, nel 2011 si è presentato con una lista civica, insieme alla Lega Nord, per le elezioni comunali di Rho. E ha rifiutato i voti delle cosche.

Nelle carte del’inchiesta viene riportato lo scambio di sms che portano al rifiuto del candidato dinnanzi alle reiterate richieste di Marco Scalambra, uno degli arrestati. "Pensaci tranquillo, confidati, fai tutti i ragionamenti", scrive in un messaggino il medico ritenuto vicino alle cosche, riferendosi alla possibilità di 'acquistare' dei voti. Ma Tizzoni il giorno dopo gli risponde seccamente: "Marco, non ti preoccupare, andiamo avanti soli, senza aiuti di lobby e gruppi strani! Incrociamo le dita e w Gente di Rho!".

“Ci sono state alcune campagne elettorali alquanto strane, candidati piovuti dall’alto che prendevano molte preferenze. Non si spiegava la cosa”, spiega ora Tizzoni a SkyTG24. E aggiunge: “Ho pensato sicuramente che era un gruppo di persone losche, che poi non era di Rho, per cui mi veniva strana questa cosa. Non ha mai influito nella mia campagna elettorale, non ha mai dato un voto, non conosceva nessuno di Rho”.

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