Regione Lazio, scontro tra Pdl e Pd sulla data del voto

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Secondo l’ex governatore Polverini “a dicembre è tecnicamente impossibile ed economicamente insensato”. Le fa eco il sindaco Alemanno: “Puntare all’election day”. Ma lo sfidante democratico, Nicola Zingaretti, non ci sta: “Grave il rinvio al 2013”

E' scontro politico sulla data per andare alle urne nel Lazio. Anticipo di una campagna elettorale che sarà durissima. Sabato 6 ottobre, per voce del suo braccio destro e fidatissimo assessore al Bilancio Stefano Cetica, Renata Polverini ha fatto sapere che "il voto a dicembre è tecnicamente impossibile ed economicamente insensato". Gianni Alemanno, in corsa per Roma, concorda. "Non ce la si fa a fare le elezioni entro dicembre, bisogna puntare all'election day", ha detto a margine di un convegno a Bari.
E la replica di quello che allo stato è l'unico sfidante alla Regione, Nicola Zingaretti, non si è fatta attendere. "E' grave il tentativo di rinviare il voto al 2013, la frattura tra cittadini e istituzioni si aggraverebbe di più”, ha detto.

Il Pdl prende tempo - Dunque il Pdl vedrebbe di buon occhio le elezioni in primavera, ad aprile per coordinare la tornata delle regionali con quella delle comunali. Uno slittamento che non avrebbe il gradimento tecnico del Viminale. Le indicazioni del ministro Annamaria Cancellieri, subito dopo le dimissioni della Polverini, erano stato chiare: andare alle urne entro 90 giorni dalla caduta del Consiglio regionale. Ovvero elezioni proprio in questo lasso di tempo e non più tardi.
Ma le preoccupazioni della Regione Lazio sembrano non essere solo politiche anche se, da uno slittamento delle urne, il Pdl dall'identità incerta, sull'orlo di un rinnovamento e con lo scandalo fondi regionali che ha terremotato tutto il partito del Lazio, ne trarrebbe solo che giovamento.

L'assessore Cetica: "Aspettiamo decisioni governo" - A snocciolare gli impedimenti tecnici è stato proprio l'assessore al Bilancio Cetica. "Sui collegi elettorali potrebbero incidere anche la decisione che dovrà prendere il Governo sulle nuove Province e, non ultimo, va sciolto il rebus sul numero dei Consiglieri assegnati al Lazio che, secondo la legge, dovrebbero scendere da settanta a cinquanta", ha detto. Insomma la Regione attende che venga definita la nuova mappa delle province del Lazio e cerca lumi su come interpretare il decreto taglia consiglieri che però per le Regioni interessate da tornate elettorali andrebbe applicato dalla prossima legislatura. Eccezione questa che vede già serpeggiare malumori politici nel Pdl: "ma come si fanno rigore e tagli per il caso Lazio e poi si lascia proprio la Pisana a quota 70 consiglieri?", avrebbe sussurrato più di un consigliere della maggioranza uscente.

Problemi e opportunità economiche
- Non solo. Ci sarebbero anche, e questo Cetica lo ha sottolineato, opportunità economiche che una Regione come il Lazio, con un bilancio precario e ora con l'onta-Fiorito, deve proprio considerare. Le Prefetture avrebbero chiesto alla Regione in vista delle imminenti elezioni l'anticipo di circa 23-27 milioni di euro per approntare il voto. Soldi che al momento la Regione da anticipare non ha e sarebbe necessario fare una variazione di bilancio che richiede appunto tempo. E così tra questioni tecniche ed economiche Polverini prende tempo ora anche col placet di Alemanno.

Pd e Idv: al voto subito - Il Pd non ci sta, scalpita e chiede "Voto subito" perché "la Regione non può essere ostaggio del duo Alemanno-Polverini", dice il deputato Michele Meta e il segretario romano Marco Miccoli.  E l'Idv chiede l'intervento di "Governo e Presidente della Repubblica affinché si vada al voto entro il 2012".

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