Strage Stazzema, Napolitano: “Archiviazione sconcertante”

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Così il presidente della Repubblica dopo la decisione del tribunale di Stoccarda di non chiedere l'imputazione degli otto ex militari delle SS accusati di aver partecipato all’eccidio del 1944: “La memoria della strage deve essere perpetuata”

"Registriamo con profondo rammarico le sconcertanti motivazioni con le quali è stata disposta, in Germania, l'archiviazione di procedimenti giudiziari contro soggetti accusati di partecipazione diretta a efferate stragi naziste". Lo afferma Giorgio Napolitano in un messaggio per l'anniversario dell'eccidio nazista di Bellona, nel quale rivolge un "pensiero commosso alle 54 vittime innocenti  travolte, insieme a tantissime altre, dall'inumana barbarie del nazifascismo che funestò l'Italia in quel tragico periodo della  nostra storia".

"La memoria della strage -prosegue il messaggio di Napolitano al sindaco del piccolo centro in provincia di Caserta- deve essere perpetuata, affinché quelle vite così tristemente e assurdamente spezzate, siano sempre di monito e insegnamento per le nuove generazioni e le inducano a profondere ogni possibile sforzo per la costruzione di un mondo fondato sui valori di libertà, pace e dignità della persona, sanciti dalla Carta costituzionale".
"Nello stesso tempo -sottolinea il Capo dello Stato- registriamo con profondo rammarico le sconcertanti motivazioni con le quali è stata disposta, in Germania, l'archiviazione di procedimenti  giudiziari contro soggetti accusati di partecipazione diretta a  efferate stragi naziste. Idealmente presente, formulo a lei, signor  Sindaco, ai familiari delle vittime e alla cittadinanza tutta, i sentimenti della mia partecipe vicinanza", conclude il Capo dello  Stato.

La notizia dalla Germania era arrivata nei giorni scorsi, il 1 ottobre, giorno in cui il mondo piangeva la scomparsa di Shlomo Venezia, scrittore ebreo testimone della Shoa.
La procura tedesca di Stoccarda aveva deciso, "per insufficienza di prove", di non chiedere l'imputazione degli otto ex militari delle SS ancora in vita che si ritiene abbiano partecipato attivamente all'eccidio in cui, il 12 agosto del 1944, furono trucidate 560 persone, tra cui almeno 107 bambini.
Una sentenza che "offende e addolora", aveva commentato il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, secondo cui la decisione dei magistrati tedeschi "disconosce" il lavoro della giustizia militare italiana, che aveva condannato all'ergastolo in contumacia dieci protagonisti della strage. Pena confermata fino in Cassazione, ma mai eseguita.

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